© Copyright 2006-2010
 
 

 


Chi siamo

 

Waawi è un'attività amatoriale con sede a Bologna. Ha come fine la corretta diffusione della cultura aborigena ed il supporto delle comunità Aborigene d'Australia, in accordo con una famiglia tribale del Nord Queensland.

La persona che ha voluto questo sito ha mostrato fin da giovane una forte propensione per la spiritualità, che è maturata nel corso degli anni sotto la guida di vari maestri spirituali, l'ultimo dei quali è uno sciamano aborigeno.

La formazione di un medico tribale richiede molti anni, ed è per questo motivo che da tredici anni Silvia passa almeno tre mesi all’anno presso una tribù del nord Queensland per imparare la cultura tradizionale e la medicina tribale degli Aborigeni d'Australia. Fra un viaggio e l'altro si è specializzata in medicina energetica sotto la guida di Howard Lee, e cura con il suo metodo, conosciuto come "The Light of Life", animali, piante, ed occasionalmente anche gli amici.

Grazie ad un dono di nascita, Howard è in grado di dare un'imprint energetico tale da aprire i canali che collegano alle alte energie curative: in sostanza, dà il potere di curare in relativamente poco tempo rispetto a quanto richiede la formazione di uno sciamano.

Presso gli Aborigeni, per divenire sciamano occorrono infatti più di venti anni. Questo perchè, bisogna innanzitutto imparare il rispetto per l'ambiante naturale e per tutti gli esseri, raggiungendo così quel senso di unità con il tutto indispensabile per ricongiungersi alla propria essenza spirituale. In sostanza, lo sciamanesimo è uno stile di vita, basato sul rispetto per tutte le creature, rispetto che ha come conseguenza l'acquisizione di poteri, fra i quali quello di guarigione.

Presso le culture indigene infatti territorio e Spirito sono la stessa cosa e l'Indigeno se ne sente parte con l'anima. E così, anche presso gli Aborigeni Australiani, chi vuole divenire sciamano, anche soltanto per curare con il suono, deve innanzittutto imparare a sentirsi parte della terra con l'anima. Dopo avere imparato il senso di unità con il tutto, ovvero il rispetto per ogni forma di vita, visibile o invisibile, il medico tribale sviluppa il proprio corpo energetico, e con esso la propria energia interiore e la padronanza della medesima, cosa che dona col tempo l'abilità di vedere i blocchi energetici che causano la malattia, e di rimuoverli. Sono questi argomenti trattati nelle pagine dedicate ai medici tribali ed ai songmakers.

 


Il nonno Jack


A proposito della nostra ricerca

Le culture antiche erano maestre nel mantenere l’armonia con lo Spirito, ne conoscevano i modi e i mondi. Gli antichi coltivavano questa armonia nella loro anima e ne improntavano la società, e di conseguenza la terra prosperava.

Come testimoniano sia i moderni studi sulle culture antiche ed indigene che le leggende mitologiche, l’armonia in terra esisteva perché gli umani avevano una profonda connessione con lo Spirito. Connessione che è fortemente venuta a mancare nella nostra epoca, la quale non a caso viene definita nei testi classici "Età Oscura".

Secondo i testi classici l'attuale l'Età del Ferro è un'età oscura. Ed il motivo è semplice: il ferro è scuro, ma soprattutto, contrariamente all'oro, è corruttibile, cioè fa la ruggine. La nostra epoca è simile: corrotta ed oscura. E come il ferro si deteriora se aggredito dalla ruggine, la nostra società si deteriora, tanto è vero che è improntata da una crescente iniquità di trattamenti e condizioni sia fra umani che da parte degli umani verso gli altri elementi della natura.

L'oscurità dell'epoca moderna è data dalla mancanza di consapevolezza spirituale, cosa che la rende caotica, violenta e corrotta. Al contrario, la mitica "Età dell'Oro" che viene descritta nei testi classici come un'epoca di luce, ovvero di consapevolezza spirituale, era un tempo di grande armonia e di grande rispetto per la creazione, non a caso l'oro brilla di luce e non si deteriora, cioè non si corrompe.

L'Età dell'Oro è un tempo di armonia con la terra ed il cosmo che appartiene all'umanità di un lontano passato. Presso gli Aborigeni invece, una simile epoca è esistita fino a duecento anni fa, cioè fino all'arrivo dell'uomo bianco, il quale, essendo portatore della malattia oscura caratteristica dell'età del ferro, che è la mancanza di consapevolezza spirituale, ha fatto inconsciamente di tutto per spazzare via anche la loro consapevolezza.

Gli antichi popoli, dei quali fra gli ultimi rappresentanti vi sono Indigeni di tutto il mondo, avevano una conoscenza molto approfondita della natura dell’essere e delle leggi che lo governano. Questo nobile tratto è tanto comune che presuppone un’antica umanità di gran lunga più evoluta della nostra.

Ad un'attenta valutazione degli elementi culturali tribali, non sfugge il fatto che l'umanità moderna, benchè sia avanzata in senso tecnologico rispetto agli Indigeni, é molto regredita in senso spirituale.

Non ci sarebbe nulla di male in questo, se non fosse che, non avendo più una cultura di connessione spirituale con la creazione, l’umanità moderna la devasta, arrecando danno agli altri come a sé stessa, come dimostrano le sempre più frequenti catastrofi naturali causate dalla sua incuria.

La separazione fra l’uomo e lo Spirito, ha anche generato, presso l'uomo bianco, una sorta di diritto di imporsi con violenza sui custodi tradizionali del territorio, gli Indigeni. Oggigiorno, fortunatamente, le colonizzazioni vengono condannate duramente. Ma mentre si volge l'attenzione ai diritti dell'uomo, ci si dimentica ancora troppo spesso di coloro che vengono discriminati, torturati ed uccisi senza potersi difendere, proprio come accade agli Indigeni, e si tratta degli animali e della natura in genere.

Gli Indigeni prendevano dalla terra solo ciò di cui avevano bisogno e rispettavano il resto. E dunque il comportamento distruttivo e incurante che l'uomo bianco ha per la terra e per l'ambiente naturale è per loro un segno di profonda inciviltà. Ed è una consuetudine alquanto preoccupante, dal momento che potrebbe condurci alla catastrofe totale.

L'unica via di uscita, secondo i popoli indigeni, sta nella maturazione interiore, ovvero nel riscoprire gli antichi valori dell'armonia con la terra, con il cosmo, quelli in cui gli Indigeni sono tuttora maestri. Ed è un percorso possibile, ma la scelta di seguirlo deve essere del tutto spontanea: può avvenire solo se è in armonia con i desideri della propria anima.


 

 

 

 


 

 

Dalle parole di Chief Seattle, Stati Uniti, 1853:

"Se vi vendiamo la nostra terra dovete ricordare che è sacra, e dovete insegnare ai vostri bambini che è sacra e che ogni riflesso fantasma nelle chiare acque del lago narra di eventi e memorie della vita della mia gente. L'uomo non ha tessuto la tela del destino: ne è semplicemente un filo. Qualsiasi cosa faccia alla tela, la fa a sè stesso."

 

Dal libro "Speaking for the Earth" - di Bill Neidje:

"Essere un Aborigeno tradizionale è essere la terra, una formica, una roccia, identificarsi con un completo senso di unità, una devozione nel mantenere un ordine, un equilibrio... L'accettazione del pensiero aborigeno è oltre il limite di molte persone che appartengono alla civiltà contemporanea, ed in particolare di coloro che hanno perduto i loro legami con il mondo naturale.

 

Dalle parole di Luther Standing Bear - Indiano Lakota:

"Un uomo siede sull terra nel suo "tipì" e medita sulla vita e sul suo significato, accettando la parentela con tutte le creature e riconoscendo la profonda unità con l'universo delle cose. Quest'uomo infonde in sè stesso la vera essenza della civiltà"