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Chi
siamo
Waawi
è uno dei tanti nomi del Serpente Arcobaleno, la creatura
mitologica presso la quale il medico tribale australiano trova il
suo sapere, ed anche nuovi canti e danze. Fisicamente, è
un'attività amatoriale con sede a Bologna, e ha come scopo
la corretta diffusione della cultura aborigena ed il supporto delle
comunità Aborigene d'Australia, in accordo con una famiglia
tribale del Nord Queensland.
La
persona che ha voluto questo sito ha mostrato fin da giovane una
forte propensione per la spiritualità, che è maturata
nel corso degli anni sotto la guida di vari maestri spirituali,
l'ultimo dei quali è uno sciamano aborigeno.
La
formazione di un medico tribale richiede molti anni, ed è
per questo motivo che da tredici anni Silvia passa almeno tre mesi
all’anno presso una tribù del nord Queensland per imparare
la cultura tradizionale e la medicina tribale degli Aborigeni d'Australia.
Fra un viaggio e l'altro si è specializzata in medicina energetica
sotto la guida di Howard Lee, e cura con il suo metodo, conosciuto
come "The Light of Life", animali,
piante, ed occasionalmente anche gli amici.
Grazie
ad un dono di nascita, Howard è in grado di dare un'imprint
energetico tale da aprire i canali che collegano alle alte energie
curative: in sostanza, dà il potere di curare in relativamente
poco tempo rispetto a quanto richiede la formazione di uno sciamano.
Presso
gli Aborigeni, per divenire sciamano occorrono infatti più
di venti anni. Questo perchè, bisogna innanzitutto imparare
il rispetto per l'ambiante naturale e per tutti gli esseri, raggiungendo
così quel senso di unità con il tutto indispensabile
per ricongiungersi alla propria essenza spirituale. In
sostanza, lo sciamanesimo è uno stile di vita, basato sul
rispetto per tutte le creature, rispetto che ha come conseguenza
l'acquisizione di poteri, fra i quali quello di guarigione.
Presso
le culture indigene infatti territorio e Spirito sono la stessa
cosa e l'Indigeno se ne sente parte con l'anima. E così,
anche presso gli Aborigeni Australiani, chi vuole divenire sciamano,
anche soltanto per curare con il suono, deve innanzittutto imparare
a sentirsi parte della terra con l'anima. Dopo avere imparato il
senso di unità con il tutto, ovvero il rispetto per ogni
forma di vita, visibile o invisibile, il medico tribale sviluppa
il proprio corpo energetico, e con esso la propria energia interiore
e la padronanza della medesima, cosa che dona col tempo l'abilità
di vedere i blocchi energetici che causano la malattia, e di rimuoverli.
Sono questi argomenti trattati nelle pagine dedicate ai medici
tribali ed ai songmakers.

Il nonno
Jack
A
proposito della nostra ricerca
Le
culture antiche erano maestre nel mantenere l’armonia con
lo Spirito, ne conoscevano i modi e i mondi. Gli antichi coltivavano
questa armonia nella loro anima e ne improntavano la società,
e di conseguenza la terra prosperava.
Come
testimoniano sia i moderni studi sulle culture antiche ed indigene
che le leggende mitologiche, l’armonia in terra esisteva perché
gli umani avevano una profonda connessione con lo Spirito. Connessione
che è fortemente venuta a mancare nella nostra epoca, la
quale non a caso viene definita nei testi classici "Età
Oscura".
Secondo i testi classici l'attuale l'Età del Ferro è
un'età oscura. Ed il motivo è semplice: il ferro è
scuro, ma soprattutto, contrariamente all'oro, è corruttibile,
cioè fa la ruggine. La nostra epoca è simile: corrotta
ed oscura. E come il ferro si deteriora se aggredito dalla ruggine,
la nostra società si deteriora, tanto è vero che è
improntata da una crescente iniquità di trattamenti e condizioni
sia fra umani che da parte degli umani verso gli altri elementi
della natura.
L'oscurità dell'epoca moderna è data dalla mancanza
di consapevolezza spirituale, cosa che la rende caotica, violenta
e corrotta. Al contrario, la mitica "Età dell'Oro"
che viene descritta nei testi classici come un'epoca di luce, ovvero
di consapevolezza spirituale, era un tempo di grande armonia e di
grande rispetto per la creazione, non a caso l'oro brilla di luce
e non si deteriora, cioè non si corrompe.
L'Età
dell'Oro è un tempo di armonia con la terra ed il cosmo
che appartiene all'umanità di un lontano passato. Presso
gli Aborigeni invece, una simile epoca è esistita fino a
duecento anni fa, cioè fino all'arrivo dell'uomo bianco,
il quale, essendo portatore della malattia oscura caratteristica
dell'età del ferro, che è la mancanza di consapevolezza
spirituale, ha fatto inconsciamente di tutto per spazzare via anche
la loro consapevolezza.
Gli
antichi popoli, dei quali fra gli ultimi rappresentanti vi sono
Indigeni di tutto il mondo, avevano una conoscenza molto approfondita
della natura dell’essere e delle leggi che lo governano. Questo
nobile tratto è tanto comune che presuppone un’antica
umanità di gran lunga più evoluta della nostra.
Ad
un'attenta valutazione degli elementi culturali tribali, non sfugge
il fatto che l'umanità moderna, benchè sia avanzata
in senso tecnologico rispetto agli Indigeni, é molto regredita
in senso spirituale.
Non
ci sarebbe nulla di male in questo, se non fosse che, non avendo
più una cultura di connessione spirituale con la creazione,
l’umanità moderna la devasta, arrecando danno agli
altri come a sé stessa, come dimostrano le sempre più
frequenti catastrofi naturali causate dalla sua incuria.
La
separazione fra l’uomo e lo Spirito, ha anche generato, presso
l'uomo bianco, una sorta di diritto di imporsi con violenza sui
custodi tradizionali del territorio, gli Indigeni. Oggigiorno, fortunatamente,
le colonizzazioni vengono condannate duramente. Ma mentre si volge
l'attenzione ai diritti dell'uomo, ci si dimentica ancora troppo
spesso di coloro che vengono discriminati, torturati ed uccisi senza
potersi difendere, proprio come accade agli Indigeni, e si tratta
degli animali e della natura in genere.
Gli Indigeni prendevano dalla terra
solo ciò di cui avevano bisogno e rispettavano il resto.
E dunque il comportamento distruttivo e incurante che l'uomo bianco
ha per la terra e per l'ambiente naturale è per loro un segno
di profonda inciviltà. Ed è una consuetudine alquanto
preoccupante, dal momento che potrebbe condurci alla catastrofe
totale.
L'unica
via di uscita, secondo i popoli indigeni, sta nella maturazione
interiore, ovvero nel riscoprire gli antichi valori dell'armonia
con la terra, con il cosmo, quelli in cui gli Indigeni sono tuttora
maestri. Ed è un percorso possibile, ma la scelta di seguirlo
deve essere del tutto spontanea: può avvenire solo se è
in armonia con i desideri della propria anima.
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