Il didgeridoo Come
sceglierlo Come
suonarlo
Il
didgeridoo
Origini,
mito e magia
"All’inizio
del tempo dei tempi, il tempo della creazione, tutto era avvolto
nel freddo e nel buio. Boonun stava preparando la legna per il fuoco.
Mentre controllava i tronchi vide che uno era cavo perché
le termiti lo stavano mangiando all’interno. Siccome voleva
bruciare il tronco senza far del male alle termiti vi soffiò
dentro per liberarlo. Ed il tronco iniziò a suonare. Le termiti
allora volarono nel cielo e divennero stelle, e poi la via Lattea,
che illuminò la terra sottostante. E per la prima volta il
suono incantato del didgeridoo fu udito creare il sacro suono del
Tempo del Sogno."
Il
didgeridoo è uno strumento musicale cerimoniale. Ha origine
nel nord dell’Australia, nella zona compresa fra il Kimberey
occidentale e l’est Queensland, ma con l’avvento della
colonizzazione il suo uso è stato ristretto ad aree minori,
come l' Arnhem Land.
Esistono
diverse leggende che riguardano le origini del didgeridoo. Secondo
la gente che abita le scarpate rocciose dell’Arnhem Land,
la cultura tradizionale fu loro insegnata dagli sciamani, ai quali
fu insegnata dagli spiriti “Mimi”. Ed i Mimi sono anche
coloro che insegnarono alla gente come suonare il didgeridoo.
Nella zona di Ubar invece, che è un
luogo cerimoniale dell’Arnhem Land, si dice che il didgeridoo
fu creato dal king brown snake, una specie di serpente locale, il
cui nome era Yirrwadbad. Yirrwadbad
era un Antenato Creatore e rappresenta il principio vitale maschile.
Secondo la tradizione locale soltanto gli uomini iniziati possono
essere totalmente partecipi del principio vitale maschile, e dunque
è compito degli uomini iniziati suonare il didgeridoo. Gli
uomini non iniziati possono suonarlo, ma non possono suonare le
melodie tradizionali, che sono troppo potenti per un comune individuo
e potrebbero arrecargli danno. Alle donne aborigene, in un contesto
tradizionale, è invece proibito suonarlo, e presso certe
tribù é anche proibito toccarlo.
Il
motivo di questo veto è da ricercare in certi eventi occorsi
durante il Tempo del Sogno, già menzionati nei capitoli precedenti,
a causa dei quali gran parte delle cerimonie sacre vennero affidate
agli uomini, e fra queste quelle in cui si suona il didgeridoo.
Vennero affidate agli uomini perchè tramite le cerimonie
possano trovare la loro connessione con la terra e con la creazione,
connessione che per le donne è naturale.
D.
Mowaljarlai, nel suo libro "Yorro Yorro, everything standing
up alive" (edizioni Magabala Books) spiega che:
“Durante
i suoi anni fertili la donna è legata ai cicli della terra:
dare vita, nutrire, curare, dare continuità, rendere perpetuo
e rendere servizio alle specie viventi – alla terra. Quando
una donna muore non c’è bisogno di alcune cerimonia.
Essa ritorna automaticamente al Wunggudd, il ciclo del Serpente
Arcobaleno di vita–morte–rinascita. La terra è
il suo ventre ed ella appartiene al Serpente. Il ruolo dell’uomo
è diverso. Egli deve occuparsi degli aspetti spirituali e
mantenere la connessione con le regioni cosmiche dove la Legge di
Creazione è manifesta. E’ tenuto alla cerimonia, ai
sacrifici, al giudizio ed alla guida nel contesto comunitario. Senza
questi costanti servizi un uomo non può assicurarsi il suo
passaggio tramite la morte verso un nuovo ciclo vitale. Deve guadagnarselo."
E
così le donne Aborigene non sono interessate a suonare il
didgeridoo e preferiscono lasciarlo agli uomini.
Ma questo non significa che le donne non vengano istruite alla cultura
tradizionale. Infatti hanno le loro cerimonie, alle quali gli uomini
non sono ammessi. Durante queste cerimonie il sapere tribale viene
trasmesso in un sistema graduale di educazione spirituale che conduce
alla conoscenza dei misteri del Tempo del Sogno.
Esistono
anche cerimonie alle quali partecipano tutti, talvolta anche i turisti,
ed in ogni caso le donne Aborigene non suonano il didgeridoo. Ma
in un contesto non tradizionale ci sono donne non-aborigene che
suonano il didgeridoo. Di norma le donne non-aborigene possono suonarlo
se non ci sono uomini iniziati in grado di farlo. E così
è consuetudine che una donna che suona il didgeridoo, prima
di esibirsi in presenza di Aborigeni, chieda il permesso di suonarlo.
Il didgeridoo viene suonato tradizionalmente nelle cerimonie di
iniziazione dei ragazzi e degli uomini, nelle canzoni d’amore,
durante i riti di scambio (baratto), e durante i riti mortuari.
Ogni canzone cerimoniale deve essere conosciuta intimamente dal
suonatore e deve essere suonata seguendo uno stile ben preciso,
che implica determinati ritmi musicali e respiratori, i quali vengono
tramandati senza alterazioni fin dal Tempo del Sogno.
Ogni tribù ha le proprie canzoni ed
i propri ritmi, e per conoscere queste melodie bisogna essere iniziati
alla cultura tradizionale locale. Essere iniziati significa entrare
in contatto con le forze di creazione, ricongiungersi alla propria
essenza spirituale ed alla terra.
Ed
allora il musicista non suona più una canzone qualsiasi,
ma diviene egli stesso la melodia della creazione, e la riproduce
suonando. Riproducendo la melodia della creazione rinnova l’ambiente
naturale, garantendone l'armonia e di conseguenza garantendo abbondanza
di cibo per tutta la tribù.
Il
didgeridoo e la musicoterapia
Dalle
parole di Tom Djelkwarrngi Wood (Kuwiniku tribe) - Bawinanga Aboriginal
Corporation, Maningrida.
“Il
didjeridu appartiene ad una specifica area culturale Aborigena dell’estremo
nord dell’Australia e fa l’identità culturale
di questa gente. E’ molto importante sia per la gente Aborigena
che per gli Aborigeni che non sono i custodi tradizionali, riconoscere
le origini e la gente che sono i proprietari tradizionali e custodi
del didjeridu. Si raccomanda anche che i suonatori non-tradizionali
di dijeridu riconoscano i custodi tradizionali del didjeridu, spieghino
il suo uso come non rappresentativo del suonare tradizionale, spieghino
che l’uso tradizionale del didjeridu è sempre un accompagnamento
musicale a creatori di canti tradizionali uomini e donne, ed esprimano
rispetto per aver avuto la possibilità di usare lo strumento
in un modo non tradizionale.
Ho
visto gente non-Aborigena suonare (il didjeridu), e nel modo in
cui lo suonano non c’è melodia, né canzone,
né significato. I didjeridoo è nostro, è di
qui, e non appartiene alla gente non-Aborigena del sud (dell’Australia)
o alla gente non Aborigena che ci ha visto e ha cercato di copiarci.
Noi usiamo il didjeridoo in celebrazioni tradizionali quali la cerimonia
di circoncisione, per danzare (danze cerimoniali), e per le canzoni
d’amore. Il dijeridu si è posto qui per noi. La gente
non-Aborigena ha pure cercato di esserne partecipe ma non sembra
in grado di capirlo. Forse se ci ascoltassero veramente cantare
lo capirebbero.”
E'
importante rispettare la cultura altrui, specialmente quando se
ne vogliono utilizzare gli strumenti. E' quanto emerge anche dalle
parole di Mark Atkins, batterista e suonatore didigeridoo di discendenza
Aborigena ed Irlandese:
"Se
volete veramente vedere il didjeridoo nel contesto della guarigione
credo che dovreste suonarlo per almeno 40 anni, come gli anziani,
ed allora possiamo parlare di curare.
Per me, è un processo. Se concepite lo strumento come mezzo
di cura e guarigione – come sentirsi meglio dopo averlo suonato
o ascoltato va bene. La gente deve sapere che gli Aborigeni non
vanno in giro parlando del didjeridoo come fanno in musicisti non-Aborigeni
a proposito del curare né si definiscono da loro stessi guaritori.
E’ un po’ molto...
Una
delle cose interessanti che ho notato incontrando questi insegnanti
di didjeridoo che ho descritto è una triste ironia. Mentre
sono così focalizzati nella cura e ed encomio della cultura
aborigena sembrano non avere alcuna consapevolezza o interesse nelle
battaglie sociali e politiche che noi viviamo in Australia come
gente Indigena. Questo interesse è qualcosa che potrebbe
causare qualche guarigione!
Lasciatemi
aggiungere che ci sono ottimi suonatori non-Aborigeni che presentano
un’accurata informazione sul didjeridoo e che rispettano noi
e la nostra cultura. Charlie McMahon, Stephen Kent and Phil Cunningam
sono alcuni che mi vengono in mente. Se siete suonatori di qualsiasi
strumento dovete imparare a proposito di quello strumento e rispettarne
al contempo la cultura.”
Il
didgeridoo si fa comunque strada nel contesto della musicoterapia
e l'Americano Joseph Carringer usa le potenti, ma sottili, onde
sonore del didgeridoo per portare il corpo e la mente ad uno stato
di autoguarigione e consapevolezza personale.
Secondo
un suo studio le
onde sonore possono raggiungere la non udibile banda di frequenza
di 0-20 Hertz, che coincide con quella delle onde cerebrali umane.
I trattamenti hanno riportato miglioramenti a dolori muscolari e
stress, evocano un migliore senso di chiarezza e stimolano il flusso
energetico.
Carringer
uniziò ad usare il didgeridoo per meditazione e guarigione
personale, ed ora ha iniziato ad aiutare gli altri ad ottenere benessere
ed un miglior senso di consapevolezza. Ma Carringer non è
un musicista qualsiasi, dal momento che tramite il didgerdoo ha
trovato la propria connessione con lo Spirito.
Non
a caso nel
mondo Aborigeno, come presso ogni antica cultura, il terapeuta energetico,
per divenire tale, deve innanzitutto acquisire una forte connessione
con lo Spirito, ovvero con le sue origini.
Ed in questo il didgeridoo può essere di ausilio, ma occorre
comunque un lungo lavoro su sè stessi prima di potersi dichiarare
terapeuti energetici.
Ci
sono persone che affermano di poter curare altra gente con il didgeridoo
suonandolo sul loro corpo, o sulle parti dolenti. I custodi tradizionali
del didgeridoo non obiettano a questa pratica. Ma in ogni caso non
apprezzano che venga presentata come elemento culturale aborigeno
nè che venga chiesto denaro ai pazienti.
E
comunque bene tener presente che saper suonare bene il didgeridoo
non basta per dichiararsi terapeuti: la padronanza della medicina
energetica non può essere acquisita in un seminario di un
pochi giorni: occorre essere istruiti da dei veri medici tribali.
Come
abbiamo spiegato nelle pagine dedicate ai Medici Tribali ed ai Songmakers,
la connessione con la terra, con l'ambiente naturale, è connessione
con lo Spirito. Questi ed è un elemento culturale basilare
per il vero terapeuta.
L'armonia
con il territorio è armonia del territorio. Questa armonia
è molto importante, perchè garantisce abbondanza di
risorse naturali e di cibo. Inoltre, se il territorio gode di buona
salute anche chi lo abita è in buona salute. La quiete e
l'armonia del territorio promuovono la pace interiore e dunque la
buona salute di chi lo abita. Quando con il didgeridoo si sogna
e suona il territorio, se ne promuove l'armonia. Esistono attualmente
due musicisti contemporanei che suonano il territorio: David Hudson
e Asley Dargan, dei quali proponiamo la musica nel settore cd.
Presso
gli Aborigeni esistono canti tradizionali di guarigione e melodie
che richiamano il potere curativo. Alcuni
possono essere anche suonati con il didgeridoo. E' questa una conoscenza
che presuppone come base la piena consapevolezza dell'unità
con tutti gli esseri viventi, ovvero del legame con la terra, con
la creazione, ed il suo rispetto. Sono questi elementi base nella
cultura aborigena e per impararli è necessario essere istruiti
dai suoi depositari.
Tradizionalmente
il didgeridoo viene suonato in un contesto cerimoniale. Ma è
anche possibile suonarlo come semplice strumento musicale. Infatti
esso ben si adatta a vari tipi di musica: pop, rock, house, folk,
world e musica sperimentale, mentre la musica new age lo ha accolto
calorosamente da tempo e viene utilizzato dai suoi cultori in terapie
meditative alternative. Il suono del didgeridoo, ed in particolare
l'ipertono, è infatti rilassante è può indurre
uno stato meditativo in chi si concentra su di esso, come accade
per i "mantra" del buddismo zen.
Fra
i cultori della New Age c’è chi sostiene che il suono
del didgeridoo abbia la proprietà di dissolvere i blocchi
energetici che causano dolore e malattia.
Il ruolo
dei blocchi energetici è ben conosciuto dalla medicina tradizionale
cinese, che viene impiegata da ben 5000 anni per dissolverli. Ed
esistono anche diversi studi sulle proprietà terapeutiche
del suono melodico che vale la pena di esplorare.
Secondo
l'antica medicina cinese, i blocchi energetici erano causati da
spiriti malvagi che si intrufolavano di preferenza in certi punti
del corpo, che corrispondono ai moderni agopunti. E allora lo sciamano
Cinese pungeva questi punti, per forzare lo spirito cattivo ad andarsene.
Ma oltre a strumenti appuntiti come aghi, utilizzava anche la medicina
del proprio spirito per guarire la persona, medicina che consiste
sostanzialmente in un'emanazione di luce ed armonia della quale
è padrone soltanto il vero sciamano, essendo in armonia con
le energie del mondo spirituale.
Esistono
persone che sono in grado di vedere i blocchi energetici.
E riferiscono che questi blocchi si formano in seguito a traumi
emotivi o emozionali, che posso appartenere sia alla vita presente
che a quelle passate. Per rimuovere questi blocchi è necessario
utilizzare la forza spirituale, e questo vale anche per il didgeridoo,
non a caso il Songmaker è innanzitutto un medico tribale.
E lo è in virtù della sua grande forza spirituale,
che gli permette una forte connessione con lo Spirito, ovvero con
le forze di creazione e rigenerazione.
Inoltre
è bene tenere presente che anche se le vibrazioni del didgeridoo
fossero in grado di smuovere i blocchi energetici, similmente agli
aghi dello sciamano Cinese, questi si blocchi riformerebbero a meno
che non ne vengano rimosse le cause con la medicina energetica.
Tradizionalmente,
il suono del didgeridoo non ha potere terapeutico. Può invece
avere potere terapeutico la canzone che viene suonata, se è
una canzone di medicina.
Queste
canzoni sono molto potenti perchè state create dagli Antenati
Creatori e possono essere tramandate solo da chi è in grado
di farlo, cioè dai custodi della cultura tradizionale. In
ogni caso, il medico tribale ha innanzitutto il potere di canalizzare
l'armonia originaria dell'essere, e questo avviene indipendentemente
dal fatto che sappia o meno suonare il didgeridoo. Se poi sa suonare
qualche strumento musicale può utilizzarlo per ispirarsi
o per convogliare questa energia.
Nel
contesto new age e della musicoterapia il didgeridoo è essenzialmente
uno strumento meditativo.
Il
suono del didgeridoo è rilassante e può causare in
chi vi si concentra uno stato meditativo che può aiutare
a ritrovare la propria armonia interiore e risvegliare il senso
di connessione con le origini. Il suono didgeridoo è la voce
della terra, delle creature che la popolano, e perciò, in
certi individui particolarmente sensibili, può anche risvegliare
l'antico senso di connessione con la terra. Questo risveglio può
avvenire a maggior ragione se il suonatore sente la medesima connessione.
L'effetto
rilassante della respirazione circolare è paragonabile al
metodo respiratorio del Tai Chi, che sgombra la mente dai pensieri
ed induce uno stato di calma interiore. In oriente le tecniche respiratorie
vengono utilizzate per entrare in contatto con il sè interiore.
Queste tecniche sono conosciute da tempo anche dal popolo aborigeno.
La
tecnica del respiro circolare, che viene impiegata per suonare il
didgeridoo, aiuta a mantenere l’apparato respiratorio libero
e la mente sgombra dai pensieri. La mantiene sgombra perché
aiuta ad interrompere il dialogo interno del suonatore.
Il
dialogo interno è il continuo chiacchierio della mente, e
l’interromperlo è lo scopo di tutte le meditazioni.
Questo meccanismo incontrollato dalla mente, il dialogare incessantemente,
è un grande dispendio di energie, ed inoltre è impossibile
ascoltare la voce della propria anima se la mente parla in continuazione.
E' molto importante imparare a mantenere quieta
la mente.
Se
vi focalizzate nell'ascolto della vostra mente scoprirete che parla
in continuazione, ripetendo talvolta fino all'ossessione cosa va
e cosa non va. Interrompendo questo chiacchierio mentale è
possibile acquisire uno stato di pace interiore e di serenità
utile a superare gli stati emozionali negativi, fra i quali ansia,
depressione, rabbia e paura, i quali, a lungo andare, possono causare
danno al corpo energetico e poi all’organismo.
Raggiungere
lo stato di quiete, ci apre alla saggezza creativa ed intuitiva
di cui disponiamo naturalmente. Quando
quietiamo il dialogo interno, possiamo udire, vedere e sentire nuove
prospettive e virtù manifestarsi in modi diversi. Riusciamo
ad affrontare gli eventi e le questioni della vita con più
potere e saggezza, evitando così che persone o circostanze
interferiscano con le nostre decisioni, a scapito del nostro benessere.
La
quiete mentale è di grande importanza anche per lo spirito.
Si potrebbe infatti dire che il silenzio è il cibo dello
spirito. Se il corpo fisico necessita di cibo e di cure, e il corpo
emozionale necessita del conforto e dell'appoggio di amici e cari,
lo spirito ha bisogno di solitudine e di silenzio. E' interessante
notare che, per molte persone, le esperienze spirituali, siano esse
casuali o volute, si manifestano proprio in periodi di quiete, meditazione
o preghiera.
Una volta ottenuto il silenzio mentale e quindi
la pace interiore, sarà poi possibile imparare a trasferire
la propria mente in un altro stato di essere, per esempio un animale,
per percepirne i suoni interiori e poi riprodurli suonando.
In
questo caso, oltre a derivare dalla respirazione circolare che aiuta
a controllare lo stato mentale del suonatore, il potere terapeutico
del suono è amplificato dallo stato di consapevolezza del
suonatore. Una consapevolezza intensa aiuta infatti a canalizzare
gli stati armonici dell’essere, i quali vengono poi trasferiti
a mezzo del suono e della sua volontà a ciò che egli
vuole rigenerare o curare.
Se
non ci si può permettere di andare in Australia a cercare
i depositari della cultura tradizionale ci si può sempre
rivolgere ad uno sciamano o ad un vero maestro spirituale. Queste
persone, in virtù del loro sapere e della loro elevatezza
spirituale, possono ben insegnare come utilizzare l’intento
per suonare. E potrebbero anche suonare il didgeridoo per curare,
ma non ne hanno bisogno, perché non è il didgeridoo
che fa il terapeuta.
Altri
elementi informativi sul didgeridoo sono nella pagina Documenti.

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