Aborigeni
Cultura
Tradizionale Il
Tempo del Sogno Il
Serpente Arcobaleno
Medici Tribali Songmakers Colonizzazione Riconciliazione Land
Claims
Aborigeni
Land
Claims e Native Title
Per
gli Aborigeni la terra non è un territorio da sfruttare,
ma è vita, e cultura. Gli Aborigeni sono la terra, perchè
condividono con essa parte della loro anima. La loro cultura è
fortemente connessa alla terra e ciò fa sì che non
possano vivere senza di essa.
Dalle
parole di Larry Laneley, co-fondatore della Woomera Aboriginal Corporation:
“Nel
cuore di tutto c’è la terra.
E’ il modo in cui pensiamo e ci sentiamo nei confronti della
terra che ci rende Aborigeni . Ed è l’unico modo per
conservare la nostra cultura. Per molti, molti anni i nostri antenati
hanno elaborato il modo in cui dovremmo vivere in questa terra.
Come usare ciò che ci circonda e come fare per mantenere
forte la relazione con tutto ciò che ci circonda.
Questa è la nostra cultura. Tutto il modo di essere degli
Aborigeni – dipinti, canti, medicina, leggi, è in stretta
relazione con la terra.
Ci sono molte cose che gli Europei non capiscono a proposito del
modo in cui il bush (entroterra boschivo australiano) ci può
aiutare.
Queste cose possono aiutare anche gli Europei quando il loro modo
di vivere rende tristi le loro vite.
Noi insegniamo queste cose agli Europei.
Sono le cose che abbiamo sempre saputo.
Oggi la mia gente può vedere di più che un solo modo
di vivere. Ora ci sono molte cose nelle nostre vite che non c’erano
prima.
Le nostre vite stanno cambiando ma questo non significa che dobbiamo
dimenticarci quelle cose che hanno richiesto migliaia di anni per
scoprirle. Queste cose ci mantengono chiari di mente, forti interiormente
e sulla giusta via.
Mostrano il giusto modo di vivere alla gente Aborigena.
I nostri corpi devono continuare a praticare le danze e vivere nel
bush e devono continuare a fare gli artefatti che mantengono in
vita le nostre abilità. Questo è ciò di cui
abbiamo bisogno per mantenere la mente ed il corpo uniti fino a
che non veniamo restituiti alla nostra terra e la terra ci rende
ancora una volta tutt’uno." Da: Songs
of Mornington Island – Budal Lardil – Larrikin Entertainment
Pty.Ltd. - Australia 1993
E'
da tempo che gli Aborigeni lottano per riavere la loro terra, ovvero
la loro vita e la loro libertà di esistere. Ed un modo per
restituirgliela è stato trovato: i Land Claims, che però
non vengono sempre accettati.
Il
Land Claim è una richiesta di restituzione del territorio
che può essere inoltrata al governo dal gruppo tribale di
appartenenza. Se il Land Claim viene accettato, dà diritto
al Native Title. Il Native Title (Titolo Nativo), è un diritto
legale acquisito dagli Aborigeni e Torres Strait Islander nel 1992,
e riguarda i territori non occupati e non sensibili di sfruttamento
minerario, pastorale o edilizio.
Gli
Aborigeni non hanno avuto alcun diritto legale sulla loro terra
fino al 3 Giugno 1992, quando Eddie
Mabo ed altri Torres Strait Islander
vinsero la causa legale inerente una richiesta di restituzione del
territorio intentata contro il governo di Stato del Queensland.
Quel
giorno la Corte rigettò la nozione che l’Australia
era Terra Nullius (terra di nessuno)
al tempo dell’occupazione da parte degli Europei, accettando
i diritti di Titolo Nativo (Native Title).
Il
Native Title consiste nei diritti degli Aborigeni e Torres Strait
Islander sulla loro terra e sulle loro acque possedute secondo le
leggi tradizionali e tradizioni, che sono oggi riconosciute dalla
legge australiana nel Native Title Act.
Il Native Title Act sancisce che gli Aborigeni e Torres Strait Islander
che ancora custodiscono la cultura tradizionale possono chiedere
il Native Title sulla loro terra e, se il caso viene accettato e
riconosciuto dalle autorità, scatta l'acquisizione del Native
Title. Nel caso che essa sia già occupata da gente o da strutture
commerciali, agricole, pastorali o residenziali o altro, non potrà
essere loro restituita ma verrà loro garantito un compenso
economico. Se questo compenso non è sufficiente possono fare
ricorso. In questo caso il tribunale cercherà un accordo
fra le parti, ma se questi non si dovesse trovare dovrà essere
accettata la decisione del giudice.
Il
Native Title può essere richiesto da quegli Aborigeni che
hanno mantenuto la loro cultura tradizionale e una connessione continuata
con le loro terre e le loro acque. Se il Land Claim viene accettato
verrà stabilita una forma di compensazione economica per
i nativi che lo richiedono e verrà loro concesso il territorio
richiesto in uso per un certo periodo di tempo, al termine del quale
diverrà Parco Nazionale.
Il
Native Title può essere richiesto da quei nativi che hanno
mantenuto una connessione continuativa con la loro terra
e con le loro tradizioni. Devono però dimostrare questa connessione,
mostrando alle autorità governative i loro luoghi sacri e
descrivendone funzione e tradizione. E' questo un compito alquanto
difficile da adempiere per la maggioranza dei nativi, che sono stati
forzati durante la colonizzazione ad abbandonare le loro terre e
la loro cultura.
Coloro
che hanno dovuto abbandonare la loro terra ovviamente non hanno
potuto mantenere una connessione continuativa con la medesima e
difficilmente possono riaverla.
Inoltre
i luoghi sacri sono i luoghi di storia, quelli in cui sono impressi
con particolare evidenza i segni del passagio degli Antenati Creatori,
e la legge tribale vuole che i luoghi sacri e la loro funzione e
tradizione non possano essere rivelati ad estranei, i quali potrebbero
farne cattivo uso. In questo caso le richieste della legge sono
in contrasto con le vie tribali.
E'
possibile che possano coesistere interessi tribali con gli interessi
nazionali che prevedono la costruzione di infrastrutture, dal momento
che questi ultimi, come vuole la legge, verrebbero esercitati lontano
dai luoghi sacri. Ma
per i nativi di sacro non ci sono solo i luoghi di storia definiti
tali: tutto il loro territorio è ugualmente sacro, in
esso sono impressi gli eventi della creazione riguardanti la tribù,
e non dovrebbe essere alterato in nessun modo.
Questi eventi si sono svolti in certi luoghi di particolare
bellezza che sono sacri. Questi luoghi di storia sono collegati
fra loro dalle vie dei canti, che sono sacre, e siccome tutto il
territorio circostante è in relazione con le vie dei canti
oltre che con i luoghi di storia, è ugualmente sacro.
Questa
sacralità generalizzata è in netto contrasto sia con
la costruzione di infrastrutture, come le strade o il deposito di
materiali radioattivi, sia con l'estrazione mineraria, che prevede
che vi si scavino voragini usando l'esplosivo e che si raffinino
i minerali in modo tale da avvelenare il territorio circostante.
E
così anche gli interessi nazionali che vengono posti in atto
dopo l'estinzione del debito del governo con i nativi rappresentano
una minaccia per la cultura degli Aborigeni e quindi per la loro
sopravvivenza.
Se la richiesta di Native Title viene accettata, il territorio viene
quotato dagli organismi competenti, la tribù viene risarcita
per la perdita del medesimo con un compenso economico, ed avrà
in uso questo territorio fino a che detto compenso sia stato interamente
pagato. Al termine di questo periodo il territorio in questione
diverrà Parco Nazionale, ed ai nativi ne verrà affidata
la custodia.
La legge sulla tutela dei Parchi Nazionali prevede che essi siano
area di conservazione di flora e fauna. Ma questi territori sono
comunque di proprietà del governo, il quale si riserva di
disporne qualora vengano a coesistere interessi nazionali, come
per esempio l'estrazione mineraria o la costruzione di infrastrutture.
Qualora
il governo decidesse di eseguire interessi nazionali su di un territorio
in cui il debito conseguente all'acquisizione di Native Title sia
stato estinto (pagato) potrebbe farlo anche senza consultare la
gente tribale. 'E quanto accade in Arnhem Land, dove si sta avvelenando
territorio e gente con l'estrazione di uranio. (Vedi parte finale
della pagina dedicata al Serpente Arcobaleno).
Come
abbiamo visto, il Native Title può essere richiesto da quei
nativi che hanno mantenuto una connessione continuativa con la loro
terra e con le loro tradizioni, nonostante che, essendo stati radunati
in Missioni, siano stati forzati a perdere la continuità
con la loro terra e con la loro tradizione.
Ma nonostante questo oggi ci sono molte richieste di Native Title.
Sono molte perchè non tutti i nativi sono stati allontanati
dal loro luogo tribale di origine. Alcuni sono stati impiegati come
manodopera proprio sul medesimo, e così hanno potuto mantenere
una continuità con la loro tradizione. E questo vale anche
per le Missioni: ci sono nativi che sono stati internati in Missioni
costruite proprio sul loro territorio tribale, e dunque non hanno
perso la continuità con la loro tradizione. Queste persone
possono chiedere il Native Title per conto di tutta la loro famiglia
tribale.
Talvolta
diversi gruppi tribali chiedono la restituzione dello stesso territorio.
Questo accade perché i gruppi tribali non sanno più
esattamente quale è il loro territorio di origine dal momento
che, in molti casi, non è stato tenuto alcun registro sull’origine
dei nativi rinchiusi nelle Missioni.
Comunque
sia, il Native Title invoglia la gente tribale a ritrovare le proprie
radici culturali e le proprie connessioni territoriali e tribali.
Ma non tutte le richieste di restituzione del territorio possono
essere accettate, dal momento che in molti casi sono relative a
territori già occupati, sia da coloro che li hanno comprati
o che li occupano con strutture commerciali o agricole, sia dalle
città ed infrastrutture urbane.
In questo caso gli Aborigeni si sentono derubati della loro terra,
del loro diritto di esistere, e sentono che ancora una volta i colpevoli
della loro sofferenza sono i bianchi. Di conseguenza, specialmente
nelle grandi città, dove il livello di disoccupazione, povertà
e disperazione è molto alto, tutta la loro frustrazione si
riversa in violenza, abuso di droghe ed alcol. Per mantenere un
controllo sulla situazione la polizia li arresta, e anche questo
non risolve il problema: gli Aborigeni, che rappresentano solo il
tre per cento della popolazione Australiana, sono il 60 percento
degli ospiti delle prigioni. Ed una volta in carcere molti si suicidano,
mentre altri vengono percossi a morte. Le autorità cercano
una soluzione a questo problema, ma questa soluzione è in
contrasto con gli interessi economici del paese, perchè sta
nel permettere agli Aborigeni di riavere la terra che non possono
più riavere.
Di
tanto in tanto vengono inviati presso le comunità Aborigene
degli antropologi che hanno il compito di raccoglierne la tradizione
culturale. Ed i loro resoconti sono scoraggianti: la tradizione
culturale è stata sostituita dagli alcolici e dalla violenza,
e la cosa peggiora.
Ma
chi di loro si ferma a lungo con la tribù sa che la tradizione
culturale non è andata completamente perduta. Ha semplicemente
preso altre vesti. Gli Aborigeni non sono più nomadi, non
cacciano più tanto e non celebrano le antiche cerimonie,
che sono andate perdute. Ma l'amore per la terra ancora ricopre
come sempre con il suo magico manto l'Australia Aborigena.
In
sostanza, la cultura tradizionale si è adattata alla vita
moderna, e nelle chiese al cristianesimo. Ma esiste ancora, ed è
vibrante di spiritualità. Le vie tribali sono talmente affascinanti
che molti degli antropologi che si sono recati presso gente tribale
per studiare la loro cultura ci sono rimasti, o comunque dopo molti
anni di convivenza hanno imparato tanto che della loro cultura danno
resoconti di una bellezza straordinaria.
La
cultura tradizionale c'è ancora: è nelle mani degli
anziani e viene ancora tramandata. La soluzione del problema di
violenza ed alcolismo che affligge pesantemente le comunità
Aborigena è dunque nell'ascoltare le richieste degli anziani
leader della tribù, che possono aiutare i giovani a ritrovare
la loro connessione spirituale con la terra.
Ma
la gente tribale ha comunque bisogno del supporto dei bianchi, perchè
lo sviluppo comunitario avviene in
seno alla società dei bianchi, e loro non la capiscono, ed
in particolare non ne capiscono le complesse adempienze burocratiche.
Di qui il bisogno di riconciliazione, cioè di vedere le due
culture cooperare in armonia per costruire un futuro migliore per
tutti.

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