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Serpente Arcobaleno
Medici Tribali Songmakers Colonizzazione Riconciliazione Land
Claims
Aborigeni
Medici tribali
I
medici tribali sono conosciuti nel mondo con il termine generico
di “sciamani”, parola che deriva dal Sanscrito e significa
“monaco”, “asceta”.
In Australia gli sciamani sono noti con termini che non significano
la stessa cosa, anche se la implicano. Presso i Wurudjeri lo sciamano
è noto come wirinum, che significa “persona potente”,
o anche come walemira (persona intelligente), o walemira talmai,
ovvero “persona la cui intelligenza deriva dal predecessore”,
cioè il cui potere magico gli è stato tramandato da
un altro sciamano. Nel deserto centrale lo sciamano è il
karadji, cioè “clever one” (quello intelligente).
Nel Kimberley invece lo sciamano è gadun murrungaddu: “medico
professionista che sa maneggiare cose magiche”.
E’ questa infatti l’abilità del medicine-man.
I
primi antropologi che visitarono le tribù aborigene narrano
di gente dai poteri magici straordinari. Fra questi quello di arrampicarsi
su una corda sospesa nel nulla, attraversare spazi aerei con il
solo ausilio di una corda che emergeva dal loro ventre, volare,
camminare sulle braci ardenti, apparire e scomparire a piacimento,
materializzare oggetti invisibili, levitare, apparire in diversi
luoghi allo stesso tempo, vedere attraverso i corpi, percorrere
lunghe distanze in un attimo, comunicare telepaticamente, essere
chiaroveggenti.
Tutti
questi poteri sono troppi per una persona soltanto. E così
ogni sciamano aveva, o meglio ha, una propria specializzazione.
Fra le tante c’è quella del medicine man, il medico
tribale. Medicine-man significa “uomo-medicina”. Viene
definito “medicina” per via della sua abilità
di canalizzare l’armonia creatrice. Quest’armonia, che
è la sostanza di tutti gli esseri, è medicina perché
li rigenera.
Nel
mondo degli Aborigeni Australiani la gente saggia ha il potere di
accedere al Sognare, ma non tutti hanno il potere di curare. Questi
è infatti prerogativa del "medicine", altresì
detto medico tribale. Il medico tribale, uomo o donna che sia, sa
come estrarre la malattia dal corpo in forma di oggetto, ovvero
sa estrarre l’oggetto che ha causato la malattia, e sa come
usare i rimedi naturali per curare.
Siccome esistono anche racconti di magia nera,
ovvero negativa, che causa danno, occorre allora fare una distinzione
fra il medico tribale e chi è autore di atti magici negativi:
chiunque può essere causa di atti magici malvagi, ma solo
il medico tribale sa come neutralizzarne gli effetti. E sa anche
come scoprire chi ha causato il male e come punirlo.
Secondo
la cultura tradizionale, solitamente le persone che operano atti
magici negativi sono individui che non hanno vinto i propri stati
emozionali negativi. Possono così essere facilmente preda
di gelosia, invidia, avidità e rabbia, ed allora causano
danno ad altri. Sono cioè vittime di uno spirito malvagio
che approfitta della loro debolezza per arrecare danno ad altri.
Ovviamente il dire che questo individuo è preda di una forza
estranea malvagia non è una scusante: il responsabile di
atti magici malvagi si merita comunque una lezione proporzionata
alla sua colpa e che gli serva ad imparare a controllare i propri
stati disarmonici.
Questa
lezione può essere impartita soltanto dal medico tribale
o dal giudice tribale, i quali, al contrario dei comuni individui,
acquisiscono a seguito di un duro e lungo training il completo controllo
della propria mente e dei propri stati emozionali, che viene impartito
proprio per evitare che si arrechi danno.
Il
professor A. P. Elkin ha scritto un libro molto interessante sugli
sciamani Australiani. Si tratta di “Aboriginal Men of High
Degree” (Sciamani d’Australia, Raffaello Cortina Editore).
Il termine “high degree” (alto grado) sta a significare
che lo sciamano ha terminato tutti i gradi di iniziazione ed è
quindi in grado di formare altri sciamani.
La
definizione usata da Elkin "men of high degree" è
molto più appropriata del termine "sciamani", dal
momento che, solitamente, si intende come sciamano la persona che
ha poteri curativi, mentre nel mondo aborigeno ci sono anche altre
specializzazioni, come quella del rainmaker, che è colui
che controlla la pioggia, o del giudice tribale, o del songmaker.
Tutte queste persone divengono "di alto grado" quando
hanno completato tutti i gradi di iniziazione, ed allora tutti acquisiscono
la capacità di governare l'energia curativa, ma non sempre
divengono abili nell'estrarre la malattia in forma di oggetto, prerogativa
del medico tribale.
Elkin
riferisce che il conferimento dei poteri magici viene operato dagli
spiriti, ed implica una morte simbolica: generalmente
il postulante va nella foresta con uno sciamano più anziano,
talvolta presso una particolare caverna, ed aspetta. Dopo qualche
tempo gli spiriti lo vengono a prendere e lo trasportano nell’aldilà.
Qui lo smembrano e gli introducono nel corpo delle pietre magiche
dalle quali derivano i suoi poteri. Poi lo riportano in vita. Quando
torna alla gente della tribù il novizio viene accolto calorosamente:
tutti pensano che sia lo stesso di prima perché gli assomiglia,
ma egli sa che non è più lo stesso. Anche se le pietre
magiche gli conferiscono potere, il novizio non sa come usarlo.
Imparerà solo in seguito, sotto la guida di uno sciamano
più esperto.
Gli
Spiriti inseriscono nel corpo del postulante delle pietre magiche
simili a cristalli di quarzo, grazie ai quali esso acquisisce poteri
magici e di guarigione. Dopo aver ingerito i cristalli, che sono
spiriti viventi, gli uomini medicina possono volare in cielo o accedere
all'aldilà per andare a consultare l'Antenato Creatore della
loro zona tribale. Presso i Chepara , una tribù della zona
di Brisbane, il potere dell'uomo medicina, così come il suo
cristallo, era trasmesso di padre in figlio. I piccoli frammenti
di quarzo provenivano da paludi profonde nelle quali dimorava il
Serpente Arcobaleno. Gli uomini medicina sapevano dove tuffarsi
per poterli trovare: alla fine dell'arcobaleno. Grazie ad essi erano
capaci di staccare l'arcobaleno dal luogo in cui era ancorato in
fondo al fiume. Potevano inoltre viaggiare nell'aria, sottoterra
e sott'acqua.
Lo
sciamano ha grandi poteri magici, ma non li usa in modo egoistico.
Lo
scopo sociale dello sciamano è infatti di mantenere l’armonia
nella comunità. E non lo fa per interesse materiale, dal
momento che il suo scopo personale non è il dominio sul mondo
materiale, ma l’acquisizione di sapere, che gli permette di
liberarsi dai vincoli materiali.
Secondo
lo sciamano infatti il nostro piano di esistenza, quello che possiamo
vedere e toccare, non è l’unica realtà, ma esistono
altre realtà, altri mondi, ai quali può accedere grazie
ai suoi poteri magici. Fa ciò per recuperare un’anime
perduta, cioè per guarire un malato, o per chiedere agli
spiriti quale sia la causa del turbamento della comunità
o dell’individuo e come porvi rimedio.
Il
mondo magico delle donne
Esistono
anche donne-sciamano, ma il professor Elkin tratta solo dei poteri
magici degli sciamani maschi perché, essendo un uomo, ha
avuto accesso solo alla informazioni che riguardano gli uomini.
Nel
contesto culturale aborigeno infatti gli uomini si occupano delle
faccende da uomini, mentre le donne di quelle da donne. Essendo
un uomo al professor Elkin doveva rivolgersi agli uomini, non poteva
cercare informazioni presso le donne, che comunque non gliele avrebbero
date: soltanto gli uomini pienamente iniziati possono accedere ai
segreti delle donne.
Mircea Eliade invece ha seguito invece un diverso percorso di ricerca,
basato sugli antichi testi e corroborato dalla grande sua esperienza
di filosofo. E così, nel suo libro “La Creatività
dello Spirito”, ci porta a conoscenza del mondo magico femminile
presso le antiche tribù.
Una
delle leggende più conosciute oggigiorno narra delle sorelle
Wawilak: nel Tempo del Sogno le Sorelle Wawilak percorrevano il
territorio creando grazie al potere che era contenuto nelle loro
dilly bags (borse). Questo potere era il potere del Serpente Arcobaleno.
Ma furono distratte dagli uomini e di conseguenza persero il loro
potere. (Vedi documento sul Serpente Arcobaleno).
Eliade
riporta che le donne Antenato sono molto indipendenti e spesso molto
più potenti delle loro controparti maschili, i quali vivono
in costante timore dei loro poteri. Furono le donne che fondarono
tutte le cerimonie sacre, ma i giovani uomini non lo sanno: fino
a che passano l’iniziazione pensano che le donne servano solo
a fare dei figli e che siano ignoranti riguardo al mondo spirituale.
Le
Antenate Creatrici erano un tempo le legittime custodi dei poteri
magici, delle cerimonie dei rituali grazie ai quali creavano e mantenevano
in armonia la creazione. Gli uomini non avevano niente, e se ne
stavano tutto il giorno ad oziare. Erano però gelosi del
potere delle donne, tanto che decisero di rubarglielo. Fecero ciò
prendendo possesso degli oggetti di potere che venivano custoditi
dalle donne nelle loro borse di medicina (dilly bags). E le donne
glieli lasciarono.
Secondo
una leggenda della terra di Arnhem la più anziana disse:
“Ora gli uomini possono celebrare i rituali, noi non ne abbiamo
bisogno… Noi sappiamo già tutto. Non abbiamo perso
niente veramente, perché possiamo ricordarci tutto e possiamo
lasciar loro quella piccola parte. Non siamo forse sacre, anche
se abbiamo perso le nostre dilly bags?”
E così, come un tempo le donne Antenato
lasciarono le cerimonie agli uomini, oggi le cerimonie vengono perlopiù
celebrate degli uomini perché le donne “non ne hanno
bisogno” : sono già sacre loro stesse perchè
possono comunque generare, ed il potere di generare, cioè
di creare vita dentro sè stessi, é il potere del Serpente
Arcobaleno.
Nella
zona di Ubar, un luogo cerimoniale dell’Arnhem Land, si dice
che il didgeridoo fu creato dal king brown snake, una specie di
serpente locale, il cui nome era Yirrwadbad. Essendo un Antenato
Creatore, Yirrwadbad era sì un serpente, ma era anche un
uomo, e più precisamente incarnava il principio vitale maschile.
Con
il loro fare gli Antenati stabilirono le relazioni fra tutti gli
esseri viventi, e queste relazioni sono talvolta alquanto crudeli.
Infatti gli Antenati Creatori sono esseri di grande saggezza, ma
sono anche simili agli umani, e questo significa che non sempre
sono buoni. E la leggenda che riguarda Yirrwadbad racconta che era
un uomo molto cattivo.
Yirrwadbad aveva preso in moglie una giovane donna, la quale si
rifiutava di andare a letto con lui. E la madre la sosteneva. Egli
era molto arrabbiato per questo, e decise di punire le due donne.
Per far ciò si trasformò in serpente e si nascose
in un tronco cavo. Quando le due donne passarono lì vicino
fece i rumori di un Bandicoot. Le donne misero la mano nel tronco
per catturarlo, lui le morse, ed esse morirono. Era una fatto grave,
e per evitare di essere ucciso dai membri della tribù alla
quale appartenevano le donne avrebbe dovuto offrire una cerimonia
in loro onore.
Uscendo
dal tronco cavo Yirrwadbad incontrò un canguro di nome Nadulmi
e gli diede l'incarico di essere leader della cerimonia. Decisero
insieme in merito ai canti e le danze da rappresentare. A Nadulmi
fu dato un tronco cavo ed un piccolo bastone per percuoterlo e chiamare
gli iniziati alla cerimonia.
Un grande canguro femmina, Karrurkeen, fu designata come capo e
voce leader del rituale. Kolobarr, suo marito, dera in carica al
del campo degli iniziati, dove doveva occuparsi i giovani ragazzi,
incluso cacciare e cucinare, fino al momento di partecipare alla
cerimonia. Ma questo ruolo impegnativo non piaceva affatto al marito.
Si consultò così con due gufi, ed insieme decisero
che i ruoli dovevano essere invertiti, dicendo a Karrurkeen che
la sua voce non era abbastanza forte per i canti e le chiamate rituali
necessari alla cerimonia. Le compagne di Karrurkeen erano molto
arrabbiate, ma lei le consolò dicendo che solo le donne possono
generare figli, e perciò sono molto più importanti
degli uomini. E poi creò per le donne i loro canti e danze,
e certi richiami rituali da essere fatti in risposta agli uomini.
Alle donne fu anche dato un laccio con attaccata una conchiglia
da roteare durante le cerimonie. Infine due donne avrebbero scalato
l’albero portato dagli uomini al campo danze durante la cerimonia.
E
così le donne si fecero da parte, accontentandosi di ruoli
marginali. Però il momento più importante della cerimonia,
lo scalare l'albero che porta all'altro mondo, è per loro
e viene loro offerto dagli uomini.
E
questo significa che l'evoluzione spirituale dell'uomo, anche se
avviene inizialmente a scapito delle donne che devono "cedergli
il loro potere", simboleggiato dalle dilly bags, va infine
a beneficio delle donne, perchè un uomo di alto grado è
un prezioso leader per la comunità, ed è anche un
prezioso maestro-sciamano ed un eccellente compagno.
Ma
cosa significa essere il Serpente Arcobaleno?
D.
Mowaljarlai, nel suo libro "Yorro Yorro, everything standing
up alive" (edizioni Magabala Books) spiega che:
“Durante i suoi anni fertili la donna è legata ai cicli
della terra: dare vita, nutrire, curare, dare continuità,
rendere perpetuo e rendere servizio alle specie viventi –
alla terra. Quando una donna muore non c’è bisogno
di alcune cerimonia. Essa ritorna automaticamente al Wunggudd, il
ciclo del Serpente Arcobaleno di vita–morte–rinascita.
La terra è il suo ventre ed ella appartiene al Serpente.
Il ruolo dell’uomo è diverso. Egli deve occuparsi degli
aspetti spirituali e mantenere la connessione con le regioni cosmiche
dove la Legge di Creazione è manifesta. E’ tenuto alla
cerimonia, ai sacrifici, al giudizio ed alla guida nel contesto
comunitario. Senza questi costanti servizi un uomo non può
assicurarsi il suo passaggio tramite la morte verso un nuovo ciclo
vitale. Deve guadagnarselo.”
E
così la terra è il ventre della donna, ed essa appartiene
al Serpente Arcobaleno, perché Il Serpente Arcobaleno è
il potere femminile della terra. Grazie a questa analogia, così
come la terra è ricettiva, la donna è ricettiva: la
donna “sente”, “percepisce”, “sa”,
“intuisce” le cose, cosa che le rende più facile
avvicinarsi alla comprensione della natura metafisica della realtà.
L’uomo, invece, è tendenzialmente razionale, e per
questo fatica molto di più a trovare la sua connessione con
gli altri esseri e con l’infinito. Quando la trova però
può essere un grande capo: si sa di diversi uomini che sono
divenuti grandi sciamani, e questo
va anche a beneficio delle donne. Fra questi grandi sciamani ci
sono anche i Songmakers.

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