Curare con il Didjeridoo Intervista di Fred Tetjen a Mark Atkins
"Provengo dal Western Australia e sono di discendenza Yamitji ed Irlandese. Mia madre è Yamitji, mio padre Irlandese, è così sono cresciuto culturalmente sia come Aborigeno che come Irlandese. Andando in Irlanda mi sono trovato a lavorare e a con musicisti Irlandesi, divertendomi con la musica. E’ stata un’esperienza molto interessante. Ho riscoperto il mio altro sé. Sono fiero della mia eredità multiculturale. Quando fui abbastanza grande da andare ai pub potevo andare da una parte a bere con i miei familiari Irlandesi e poi dall’altra parte a bere con i miei familiari Aborigeni. La relazione fra Irlandesi e gente Aborigena è molto complessa. Quando l’Inghilterra invase l’Australia e la dichiarò propria gli Inglesi erano in guerra con gli Irlandesi e così i prigionieri Irlandesi vennero inviati in Australia. Quando fuggivano, venivano frequentemente rintracciati da trackers, Aborigeni che erano al servizio degli Inglesi. Se la persona si era inoltrata abbastanza aldilà dei confini territoriali dei trackers Aborigeni, spesso poteva scappare: i trackers Aborigeni erano riluttanti ad uscire dal territorio che conoscevano. Talvolta gli Irlandesi fuggiti venivano accettati nelle comunità aborigene e si sposavano. Così oggi in Australia ci sono molti Aborigeni che sono multi-culturali. Nei Territori del Nord e dalle parti di Alice Springs, per esempio, ci sono Aborigeni di discendenza Cinese ed altri di discendenza Afgana. I Cinesi arrivarono con le industrie minerarie. Gli Afgani ed i loro cammelli vennero importati in Australia (come manodopera). Quando le culture si interconnettono accadono cose musicalmente molto interessanti. Il nome del mio gruppo “Ankala” cattura realmente il modo in cui gli artisti contemporanei usano il didgeridoo. Ankala è una parola Pitjatjatjara che significa “foglie che crescono dalle cime di un ramo” e simboleggiando una nuova crescita. Noi prendiamo uno strumento tradizionale aborigeno che è radicato nella cultura aborigena e lo adattiamo ad idiomi musicali moderni. Siamo uno dei gruppi aborigeni contemporanei che fanno questo. Voi conoscete fra questi gli Yothu Yindi, David Hudson, Alan Dargin… Durante i nostri seminari ci troviamo continuamente a dover educare il crescente pubblico degli entusiasti nel didjeridoo. Ci piace mettere lo strumento in un contesto culturale che narra la sua origine, come è usato tradizionalmente per accompagnare canto e danze tribali e come lo usiamo oggigiorno. Condividiamo quanto possiamo della nostra cultura. E speriamo che i suonatori di didjeridoo spendano tempo ad imparare sullo strumento e su chi siamo noi gente Aborigena. Durante i nostri seminari incontriamo occasionalmente suonatori che hanno suonato per un paio di anni e definiscono loro stessi didjeridoo healers (suonatori di didjeridoo guaritori). Ci chiedono cose come: “Potete insegnarci come curare con il didjeridoo come fanno alcuni insegnanti di didjeridoo non-Aborigeni?” oppure “Perché non curate con il didjeridoo?” Sappiamo che questi individui sono sinceri nelle loro domande ma ci troviamo nella sfortunata ed indesiderabile posizione di dover ripulire il disordine culturale lasciato dagli insegnanti-musicisti non–Aborigeni che si muovono in giro come maestri spirituali del didjeridoo e della cultura aborigena. Non voglio fare il nome dei suonatori perché non è nelle nostre maniere, ma loro sanno chi sono. Solitamente sono gente New-Age che crea le cose intanto che le percorre. Senza vergogna bastardizzano la cultura Aborigena e ne traggono profitto a nostre spese. Dalla mia prospettiva appaiono essere disconnessi dalla loro stessa cultura Europea e per questo non hanno una vera connessione con la gente Aborigena. Le loro storie ne sono prova. E soltanto un altro esempio di sfruttamento e lo vedo. Sento che questa gente sta commettendo un errore e può essere sviata. Se volete veramente vedere il didjeridoo nel contesto della guarigione credo che dovreste suonarlo per almeno 40 anni, come gli anziani, ed allora possiamo parlare di curare. Per me, è un processo. Se concepite lo strumento come mezzo di cura e guarigione – come sentirsi meglio dopo averlo suonato o ascoltato va bene. La gente deve sapere che gli Aborigeni non vanno in giro parlando del didjeridoo come fanno in musicisti non-Aborigeni a proposito del curare né si definiscono da loro stessi guaritori. E’ un po’ molto... Una delle cose interessanti che ho notato incontrando questi insegnanti di didjeridoo che ho descritto è una triste ironia. Mentre sono così focalizzati nella cura e ed encomio della cultura aborigena sembrano non avere alcuna consapevolezza o interesse nelle battaglie sociali e politiche che noi viviamo in Australia come gente Indigena. Questo interesse è qualcosa che potrebbe causare qualche guarigione!. Lasciatemi aggiungere che ci sono ottimi suonatori non-Aborigeni che presentano un’accurata informazione sul didjeridoo e che rispettano noi e la nostra cultura. Charlie McMahon, Stephen Kent and Phil Cunningam sono alcuni che mi vengono in mente. Se siete suonatori di qualsiasi strumento dovete imparare a proposito di quello strumento e rispettarne al contempo la cultura.” Intervista di Fred Tetjen a Mark Atkins Per che desideri ulteriori informazioni, il sito di Mark Atkins é: www.xs4all.nl/~bkuiper
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