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Desideriamo riconoscere gli Aborigeni Australiani e i Torres Strait Islanders come custodi tradizionali della Terra d’Australia.
Quando inizia il film, lo spettatore viene trasportato dall’alto attraverso la laguna di Arafura e le vie d’acqua dell’Arnhem Land, mentre il narratore (interpretato dal noto attore Aborigeno David Gulpilil) inizia a raccontare una storia del Sognare, come egli iniziò la vita in un piccolo lago come piccolo pesce. Inizia poi un viaggio a ritroso nel tempo, ed aggiunge strati alla storia. Udiamo come Dayindi (interpretato da figlio di Gulpilil, Jamie Gulpilil) desidera una delle mogli del suo fratello più anziano. Ma le comunità tradizionali Indigene hanno sempre avuto le loro leggi tradizionali per guidare il comportamento e secondo questi leggi l’amore di Dayindi è un amore sbagliato. Per insegnare a Dayindi il modo giusto di comportarsi, gli viene raccontata una storia appartenente al passato mitico, una storia di amore sbagliato, rapimento, stregoneria, punizioni pasticcione e vendette andate male. Tramite la narrazione in Inglese e sottotitoli in lingua Ganalbingu, Ten Canoes (Dieci Canoe ha i sottotitoli in Italiano) dona ricche visioni interiori degli stili di vita e culture degli Indigeni d’Australia, ed esplora i temi più universali di relazioni interpersonali, vita di famiglia, valori, aspetti sociali, leggi e sistemi, comunità e vivere nell’ambiente naturale. L’intero cast del film è gente Indigena dell’area della laguna di Arafura (vicino alla località Ramingining), prevalentemente Ganalbingu e famiglie tribali in relazione, e sono stati coinvolti nel redigere la sceneggiatura, nel costruire tutti gli artefatti necessari per il film, quali le canoe di corteccia da laguna, le lance ed altre armi, e nel costruire le dimore tribali. Ne è
risultato infine un film ambientato in due epoche diverse: il passato
mitico, un tempo molto remoto, immediatamente dopo il tempo in cui vissero
gli antenati creatori che stabilirono le regole e standard di vita, ed
un tempo più recente ma senza nome, quando la gente viveva in accordo
alle leggi create dagli antenati creatori. COMPRENDERE DIECI CANOE Dieci Canoe è ambientato in due periodi di tempo. Inizia in un tempo precedente all’arrivo dei non-Indigeni in Australia, un tempo in cui la gente Indigena viveva una vita tradizionale. Questa parte del film, il “presente”, è girato in bianco e nero. Durante questo “presente”, al giovane uomo, Dayindi, viene raccontata una storia del passato dall’anziano Minygululu, sulle origini delle leggi che governano il buon comportamento. Questo passato mitico è mostrato a colori, per simboleggiare la sua ricchezza e realtà per le vite della gente Indigena. La storia inizia con dieci uomini, guidati dall’anziano Minygululu, che si inoltrano nella foresta per raccogliere la corteccia necessaria a fare le canoe. E’ la stagione giusta per raccogliere le uova di anatra magpie, e gli uomini sono in procinto di andare nella laguna per cacciare le anatre magpie e raccogliere le loro uova. Minygululu impara che il giovane Dayindi, che è alla sua prima spedizione di caccia alle uova, desidera la sua terza e più giovane moglie. Essendo un desiderio contrario alla legge tribale, la legge tribale corre il rischio di essere violata. Minygululu decide di avere risolvere la situazione raccontando a Dayindi una storia ancestrale, una storia che necessita molto tempo per essere raccontata, tutti i giorni seguenti di fare le canoe, attraversare la laguna e raccogliere le uova. E questa è quella storia: E’ molto tempo fa, tempi mitici, appena dopo la grande alluvione che coprì tutto il territorio… Ridjimiraril viveva con le sue tre mogli, la saggia Banalandju, la gelosa Nowalingu, e la bellissima giovane Munandjarra, in un accampamento con altri, incluso Birrinbirrin, il grasso uomo del miele che mangiava sempre troppo. Un poco più lontano, nell’accampamento degli uomini singoli, viveva Yeeralparil, il fratello più giovane di Ridjimiraril. Yeeralparil non aveva ancora mogli, e nessuna gli era stata promessa, ma era invaghito della giovane e bellissima Munandjarra, che egli sentiva dover essere sua. Inventava sempre delle scuse per essere vicino all’accampamento di Ridjimiraril, nella speranza di intravederla per un attimo. Un giorno, mentre gli uomini si stavano tagliando i capelli l’un l’altro, si avvicina uno straniero, senza preavviso. Gli uomini sono allarmati, specialmente quando la Straniero afferma di essere lì per commerciare oggetti magici. Allo straniero viene dato del cibo e viene mandato per la sua via da Ridjimiraril, nonostante alcuni degli altri uomini vogliano ucciderlo. Arriva lo stregone per avvisarli dei possibili pericoli, ma dichiara che l’accampamento è sicuro. La vita prosegue normalmente. Poi Nowalingu, dopo una lite con Banalandju, sparisce. Non c’è traccia di lei. Ridjimiraril è convinto che la sua amata seconda moglie sia sta presa dallo Straniero, ma il consenso generale è che essendo gelosa, sia semplicemente scappata via. Non c’è niente che Ridjimiraril possa fare. Mesi dopo, un anziano zio viene a far visita, e riporta di aver visto Nowalingu in un campo distante con uno straniero. Gli uomini sono galvanizzati in azione: viene preparato un gruppo di guerra, e si avvia, ma senza il giovane Yeeralparil. Yeeralparil si aggira nei pressi dell’accampamento principale nella speranza di vedere Munandjarra, ma la saggia Banalandju fa in modo che ci sia una sicura distanza fra i due. Il gruppo di guerra ritorna, senza Nowalingu: gli anziani occhi dello zio devono averlo ingannato. Ridjimiraril, ancora convinto che sia stato lo Straniero a prendere Nowalingu, entra in depressione, fino a che Birrinbirrin arriva correndo al campo con la notizia che lo Straniero era stato visto vicino al piccolo lago. Ridjimiraril dice a Birrinbirrin che sta andando a parlare con lo Straniero, ma prende le sue lance e se ne va, con Birrinbirrin che ansima per stagli dietro. Nel folto del bosco vedono lo Straniero, che sta facendo i suoi bisogni. Ridjimiraril tira una lancia. Ma l’ispezione del corpo, comunque, rivela che Ridjimiraril ha ucciso lo straniero sbagliato. Ci sono suoni di gente che si avvicina. Ridjimiraril rompe la lancia e nascondono velocemente il corpo. Giorni dopo Ridjimiraril e Birrinbirrin vengono avvicinati da un gruppo di guerrieri che include lo Straniero. Hanno identificato la punta della lancia nel corpo del fratello dello Straniero come stata fabbricata da Birrinbirrin, e vogliono giustizia. Ridjimiraril riconosce la sua responsabilità, ed il luogo e il momento per fare giustizia viene concordato. Ridjimiraril viene ferito da una lancia. Giustizia è fatta, e viene riaccompagnato all’accampamento. Banalandju gli medica la ferita, ma invece di migliorare, come avrebbe dovuto, Ridjimiraril declina: è come se uno spirito cattivo ha invaso il suo corpo. Neppure lo stregone può aiutarlo. Negli ultimi momenti prima di morire, Ridjimiraril barcolla sui suoi piedi e inizia a danzare la danza della sua stessa morte… poi crolla a terra e muore. Dopo che
è stata compiuta la corretta cerimonia, Yeeralparil finalmente
si sposta nel vicino accampamento, per stare con Munandjarra. Ma ha ereditato
molto più di quanto si aspetta… Verso la fine del 2000, David è stato scelto per interpretare il protagonista del film che si sarebbe chiamato The Tracker. Dopo aver incontrato il regista Rolf de Heer ad Adelaide qualche mese prima delle riprese, David ha invitato Rolf a Ramingining, per fargli incontrare la sua famiglia, fargli vedere la sua terra natia, la Palude di Arafura. Rolf ha accettato l’invito ed i due hanno passato i giorni tra Natale e Capodanno insieme, a parlare, a pescare, mangiando cibo proveniente dalla boscaglia e imparando a comprendersi reciprocamente. Durante
le riprese di "The Tracker", ed in diverse occasioni, David
ha più volte rinnovato l’invito fatto a Rolf di fare un film
a Ramingining, un film qualunque, magari un western con mucche e cowboy,
o un film sui massacri, o addirittura "The Tracker 2". I primi punti presi in esame nel corso delle chiacchierate inclusero alcuni influenti contemporanei di David', come Richard Birrinbirrin e Bobby Bunungurr. Venne presa una vaga decisione sulla natura del film: ambientarlo in “tempi antichi”, magari un secolo fa, creare una storia aborigena che terminasse, proprio prima del suo climax, con il massacro da parte di Balanda della maggior parte dei personaggi Yolngu. Questa, comunque, non era un’idea per il film destinata a durare a lungo. La mattina della partenza di Rolf, David andò a trovarlo. “Ci servono dieci canoe,” ripeteva David. All’improvviso Rolf si rese conto che David intendeva dire per il film. "David, non sappiamo neanche di cosa parla veramente il film, come possiamo aver bisogno di dieci canoe?". David se ne andò, riapparendo mezz’ora dopo con una foto, in bianco e nero, scattata almeno settant’anni prima. Rolf gli diede un’occhiata e disse "Hai ragione, ci servono dieci canoe ". La foto,
un gruppo di dieci uomini nelle loro canoe di corteccia nella palude,
era estremamente cinematografica. LO STILE DI VITA INDIGENO IN ARNHEM LAND: Vita allora, vita ora. La vita Yolngu prima del contatto con i bianchi può aver avuto dei momenti difficili, ma gli Yolngu si adattarono con successo al loro ambiente. La loro vita cerimoniale e spirituale era estremamente ricca e complessa, dovuto in parte all’abbondanza di risorse di cibo. Gli Yolngu passavano meno tempo delle altre tribù Indigene Australiane nel procurarsi il cibo: questo permise loro di sviluppare rituale e cerimonia. Erano cacciatori e raccoglitori semi-nomadi, che si muovevano stagionalmente entro confini territoriali ben definiti a seconda della disponibilità di cibo. Gli Yolngu avevano un sistema di relazioni molto complesso, che determinava regole per il matrimonio estremamente severe; un sistema di leggi estremamente sviluppato; ed un esteso circuito commerciale con altre tribù molto distanti. I Macassi dalle Isole di Sulawesi in Indonesia iniziarono a far loro visite cinque o seicento anni fa, introducendo nuova tecnologia e nuova economia. In cambio dei loro diritti di accampamento ed aiuto degli Yolngu con la loro pesca al trepang (lumache di mare), i Macassi commerciavano articoli come coltelli ed asce di metallo, sconosciuti in Australia a quel tempo. Questo favorì molto gli Yolngu nei loro scambi con altre tribù. La cultura occidentale, principalmente in forma di allevatori di bestiame, non arrivò realmente fino agli anni 1880, e vi si opposero strenuamente. Molto Yolngu furono massacrati, ma gli Yolngu continuarono a tener duro contro le incursioni dei bianchi. La pace non arrivò fino al tempo di Thomson negli anni 1930, ed infine avvenne una conversione ad un misto di stile di vita dei bianchi e Yolngu. Oggigiorno
la vita della gente di Raminging è molto diversa. C’è
un supermercato e un take-away. La gente vive in case con impianti idraulici
e una televisione, e compiono le loro operazioni bancarie su internet.
Alcune delle antiche vie sono rimaste: il sistema di parentela, sebbene
modificato, è ancora forte. Parte della vita cerimoniale è
importante quanto lo era un centinaio di anni fa; la gente va ancora a
cacciare e a pescare, anche se con auto a quattro ruote motrici, armi
e filo da pesca sono sempre più le attrezzature scelte. Il lavoro
convenzionale è scarso ma c’è un incremento di creazioni
artigianali e artistiche, che aiutano anche a mantenere vive alcune delle
tradizioni. LE
FOTOGRAFIE DI DONALD THOMSON Thomson visse lì con la popolazione per molti mesi, da solo, sovvenzionato dal governo con la speranza che la comprensione degli Yolngu avrebbe portato la pace, non solo con il mondo esterno, ma anche tra le fazioni in lotta tra gli stessi Yolngu. Sebbene molte delle sue raccomandazioni specifiche furono ignorate, il suo progetto ebbe un ampio successo nelle sue linee più generali. Thomson
lasciò un eredità di importanza enorme. Era un fotografo
straordinario, sia dell’immagine ferma che di quella in movimento. UNA STORIA PER COMPIACERE DUE CULTURE Fu con questa comunità in transizione che venne creato il film. La tradizione degli Yolngu nel raccontare le storie è forte, ma le sue convenzioni sono molto differenti dal modo di raccontare degli occidentali. Fu presto chiaro che la sfida era di creare una storia, creare un film, che soddisfacesse sia l’audience cinematografica occidentale, abituali al modo di raccontare storie occidentale,gusto ed esigenze, ma che soddisfacesse che le esigenze Yolngu. Le foto di Thomson erano un ottimo punto di partenza. Erano una referenza di grande valore, essendo anche divenute parte della cultura locale. Qui c’erano immagini che potevano essere discusse, incidenti che potevano derivare dalle immagini, ed ogni foto aveva, in qualche modo, una storia che illuminava l’interezza dell’avventura. Rolf de Heer visitò Ramingining in numerose occasioni prima di iniziare le riprese di Ten Canoes. Ogni volta che venne, più Yolngu lo conoscevano, ed il circolo delle consultazioni divenne più ampio. Questo era cruciale perché in quel momento David Gulpilil, inizialmente il collaboratore principale di de Heer, stava passando sempre più tempo lontano dalla comunità, ma la lavorazione del film doveva continuare. C’erano diversi problemi di narrazione da superare. Il primo di questi era il desiderio della gente del luogo che lavoravano che de Heer di avere il processo di raccolta delle uova (le foto di dieci canoe erano state prese durante una simile spedizione) centrale nel film. La pratica, e la cerimonia connessa, era stata smessa molti anni prima, ed erano passate decadi da quando era stata costruita l’ultima canoa da laguna. C’erano pensieri di far rinascere il tutto, ed il film sembrava un’opportunità per scatenare questa rinascita. Il problema era che la raccolta delle uova di per sé stessa è particolarmente non-drammatica nel paradigma del cinema occidentale. I vecchi tempi, “ il Tempo di Thomson e prima”, erano preziosi per la comunità, parte di una continuità culturale, ed i collaboratori Yolngu non volevano descriverli come tempi di conflitto. Sì, conflitto, essendo l’essenza di dramma, era essenziale se il film doveva funzionare anche con l’audience occidentale. Ed il terzo maggior problema era che le foto di Thomson, che erano in qualche modo rappresentate nel film, erano in bianco e nero… la storia culturale della gente era in bianco e nero, ma il film era contrattualmente vincolato ad essere un film a colori. Un altro elemento complicante era la lingua. Oggigiorno ci sono più di 200 lingue Indigene. Meno di venti fra queste sono forti e pure queste sono in pericolo. Le altre sono state distrutte o vivono nelle memorie degli anziani, ma la comunità cercano di farne rivivere molte. Ramingining è un luogo di molte lingue. La gente parla la propria lingua del clan, che è ben compresa dalla più parte degli altri, che tendono a rispondere nella loro particolare lingua, pure compresa dai più. Nel film, per esempio, un buon numero di canoisti parla Ganalbingu, ma Minygululu parla Mandalpingu, che è anche la lingua di David Gulpilil. Crusoe Kurrdall, che recita la parte dell’antenato di Minygululu, Ridjimiraril, parla un’altra lingua di Maningrida, che si trova a circa 150 km. a ovest da Ramingining. Ma in generale, ognuno capisce gli altri perfettamente, a parte qualche differenza. L’Inglese
è secondario alla gente Yolngu della regione. Per molti residenti
l’inglese è forse la quinta o sesta lingua, dunque lo parlano
in modo rudimentale, se lo parlano. Diversi del cast, notabilmente Peter
Djigirr e Richard Birrinbirrin, ed anche Frances Djulibing fra le donne,
parlano bene l’Inglese. E durante le riprese del film loro ed altri
lavoravano sui problemi di comunicazione fra attori e direttore fino a
che ciascuno sembrava sapere cosa fare e cosa dire. ASSEGNARE LE PARTI IN DIECI CANOE: LE RELAZIONI DI PARENTELA Assegnare le parti (casting) nel film era un processo molto inusuale nel creare Dieci Canoe. I dieci uomini nelle foto delle canoe di Thomson erano, nel corso degli anni, stati individualmente identificati, e molti in Ramingining hanno in qualche modo un grado di parentela con almeno una di essi. Coloro che avevano ereditato il più vicino grado di parentela scelsero loro stessi per recitare il loro antenato. Un’altro
punto nell’assegnazione delle parti era complesso. Se i caratteri
nel film avevano una certa relazione di parentela (per esempio un uomo
e sue moglie) allora anche gli attori che recitavano quella parte volevano
avere lo stesso grado di parentela. Ogni Yolngu è classificato
in due moieties (metà): ognuno è o Yirritja o Dhua. Un uomo
Yirritja non può essere sposato a una donna Yirritja, e dunque
metà delle donne di Ramingining, essendo Yirritja, furono immediatamente
escluse da quel ruolo. E ci sono anche una serie di sottosezioni nel sistema
di moieties. Se sei la sottosezione sbagliata di Dhua allora non puoi
essere vista sullo schermo come sposata ad un uomo Yirritja comunque,
cosi un’altra metà delle donne fu esclusa. E se un carattere
ha una relazione con due altri caratteri, allora entrambe le relazioni
devono essere conformi al sistema di parentela. Da una piccolo gruppo
di attori, c’era forse solo una persona che era possibile per un
particolare ruolo. COSTRUIRE LA PRIMA CANOA DA LAGUNA Siccome il momento di girare era vicino, venne il tempo per gli Yolngu di iniziare a fare tutti gli artefatti necessari alla produzione: le lance e le asce di pietra; le dilly bags e le canoe; la fasce da braccio e le capanne. Come nei vecchi tempi, il lavoro fu diviso molto distintamente a seconda del genere maschile o femminile, così gli uomini fecero le canoe e le armi, le donne le capanne, le borse e le decorazioni sui corpi. Ad ogni passo c’era la sensazione di fare qualcosa speciale, di rinnovamento culturale, di far ritornare i vecchi tempi. La canoe erano di un tipo particolare. Le canoe della Laguna di Arafura eranoo di una forma e funzione che teneva in considerazione le precise condizioni ambientali della laguna. Non c’erano altre canoe simili da nessuna parte in Australia, ma nessuna ne era stata più costruita qui per decadi. L’esperienza nel creare artefatti esisteva ancora fra gli uomini più anziani, in particolare in relazione con Minygululu (che aveva sedici anni) e Philip Gudthaykudthay, conosciuto anche come Pussicat (gattino). Minygululu era via, così Pussycat, abilmente assistito da Djigirr e Michael Dawu e parecchi altri, andarono nella foresta per cercare la corteccia. Da alberi appropriati fu staccato un foglio intero di corteccia lungo fino a quattro metri e largo un metro. La corteccia fu messa a bagno in un ruscello per tutta la notte e poi il mattino dopo fu raccolta la legna per accendere un fuoco, e bacchetti da una certa pianta per fare le corde per cucire le canoe, e bacchetti da un certo cespuglio per fare i supporti. La prima tavola di corteccia fu rimossa dall’acqua e gettata sul fuoco, scaldata e ammorbidita, poi piegata per formare la canoa e fissata a due bacchetti che erano stati messi nel fango. Uno di essi fu segato, e poi messo ancora nel fuoco per fare l’altra parte, la prua. Entro la
fine della giornata era stata completata la prima canoa. Questa prima
canoa era un piccolo miracolo, anche per gli Yolngu, perché aspetti
dimenticati della loro cultura erano stati riportati alla vita dall’orlo
dell’estinzione, e lo sapevano. L'ACCAMPAMENTO Nel frattempo il personale di produzione arrivava e iniziava a trasformare Murwangi, un’antica fattoria di bestiame sulla sponda dello stagno che doveva servire come base per le riprese, in una cosa almeno potenzialmente abitabile. Città di tende sorsero fra i resti sparpagliati di abitazioni in lamiera arrugginite, ma almeno tre avevano energia elettrica, una cucina e qualcosa di simile a sevizi igienici (incluso una doccia ad aria aperta e gabinetto che aveva una magnifica vista sullo stagno ma era un inferno di zanzare). Il cast degli Yolngu era deliziato dalla loro sistemazione, dal momento che le tende avevano energia elettrica, una luce ed un ventilatore, e reti di protezione dalle zanzare. Il personale urbano aveva idee leggermente diverse a proposito di tutto questo, e rassegnarono le loro dimissioni dopo averne fatto esperienza per alcune settimane. L’accampamento era un’entità vivente, vibrante e rumorosa. Il cast generalmente portò le mogli, i mariti, la famiglie e gli amici, e dopo non molto si dovette far arrivare più tende per sistemare il sovrappiù. I bambini giovano in giro per l’accampamento e vagabondavano per le zone circostanti, coloro che non lavoravano andavano a caccia o a pesca, ed abbastanza spesso, la ciurma e gli attori tornavano dopo alcuni giorni lanciati verso l’odore di pese fresco che cucinava su piccoli fuochi sparsi per tutto il campo. C’era
un verso beneficio da questo stretto vivere, e questo era sulla scena.
Gli Yolngu e i Balanda (non-Yolngu) , con la loro vicinanza forzata ed
il frammischiarsi durante il tempo di pausa fra il girare le scene, si
stavano molto velocemente e sostanzialmente demistificando gli uni gli
altri, sia personalmente che culturalmente. Nel campo fu trovato l’accomodamento
delle vie degli uni con quelle gli altri e questo condusse ad una facile
atmosfera di fiducia sul set, che era generalmente molto più calmo
e quieto dell’accampamento. Con la crescente comprensione di entrambe
le culture, la gente era in grado di divertirsi veramente a lavorare insieme
sulla scena. COCCODRILLI , SANGUISUGHE E ZANZARE Le riprese sono state divise in due parti. Prima ci sarebbe stato il materiale in bianco e nero della costruzione delle canoe e della raccolta delle uova d’oca, girato nella e in prossimità della palude, poi sarebbe stato il turno del materiale a colori relativo ai tempi mitici, che doveva essere girato per la maggior parte nell’accampamento che avevano costruito le donne Yolngu come pure nella foresta e nei suoi dintorni. Sulle spedizioni a caccia di uova d’oca, Thomson
nel 1937 scrisse, "...l’irritazione e la mancanza di sonno
dovute ai morsi di zanzare e sanguisughe, sommate allo sforzo fisico,
rendono il viaggio una vera ordalia." Cosa che descrive abbastanza
accuratamente la prima parte delle riprese. Le riprese nella palude sono state lunghe e difficili tanto per gli attori Yolngu quanto per la troupe Balanda, molto più di quanto lo sarebbe stata una spedizione a caccia di uova di oca. Nessuno del cast aveva mai recitato in un film prima di allora, e non dovevano solo imparare di nuovo vecchi mestieri come spingere una canoa di corteccia con pesanti pertiche senza cadere in acqua, ma dovevano apprendere nuove doti associate alla recitazione sullo schermo, comprendere cose come girare senza seguire un ordine cronologico, comprendere che la narrazione più che essere basata sulla realtà era una finzione, visto che anche i miti più lontani posseggono un livello di realtà per gli Yolngu che i Balanda trovano difficile capire. E c’era anche un senso di responsabilità nei confronti di questi pazzi Balanda, che ovviamente non erano consapevoli dei pericoli della palude, altrimenti perché se ne starebbero tutto il giorno immersi fino alla vita nella palude, alla mercè dei coccodrilli? Sarebbe stato bene avere un osservatore di coccodrilli armato, anche se la vista del vecchio Pussycat non era da ritenersi discutibile, era comunque meglio avere un osservatore di coccodrilli come via di scampo, questo era il parere dei locali. E fu così che sul set ci ritrovammo con undici osservatori di coccodrilli, i dieci canoisti più Pussycat, quanto bastava per assicurare la salvaguardia dei Balanda. La prima proiezione del girato è stata turbolenta e terribile. Ogni Yolngu presente nell’accampamento era stipato nel casotto del montaggio e tutti gli Yolngu dell’accampamento ridevano dell’aspetto d’altri tempi del cast, e per quello che dicevano. Ma avevamo scelto di filmare in bianco e nero per riprendere
le fotografie di Thomson, ed in molte scene, a causa della loro composizione,
avevamo pianificato di copiarle quasi tali e quali... ogni volta che apparivano
queste scene, c’erano sospiri e mormorii di riconoscimento, riconoscimento
che gli Yolngu sullo schermo e quelli che in qualche modo contribuivano
al film, stavano, in maniera quasi magica, ricostruendo la loro storia. Tutto divenne
più facile. Invece di girare solo due o tre scene al giorno fu
possibile arrivare a venti al giorno. Invece di mangiare un sandwich in
mezzo al fango o all’acqua, fu possibile consumare pranzi seduti,
al posto di spostamenti lunghi e faticosi con le pertiche, c’erano
accessi per i veicoli e camminate sulla terra asciutta. E usando un po’
delle conoscenze dei locali, in genere c’era sempre una soluzione
per ogni problema. Durante la scena della danza della morte di notte,
ad esempio, servivano delle nuvole di fumo, ma invece di far ricorso a
costose macchine per il fumo, venne fatto buon uso di mucchi di termiti
sgretolati a cui si appiccava il fuoco, disponibili gratuitamente in gran
quantità. IL SIGNIFICATO DI DIECI CANOE Cosa significa il film… Parla Djigirr (co-direttore, canoista) “Noi veniamo da questo territorio. La gente, bianchi, vengono sempre da noi, minatori e simili, e noi gli diciamo sempre no, non potete estrarre nulla, perché noi non vogliamo perdere la nostra cultura. Le vie dell’uomo bianco ci distruggeranno sempre e basta. Noi abbiamo la nostra legge da molto tempo, una legge importante per tutto, ma tutti quegli uomini bianchi arrivano sempre di più e noi non possiamo stare in quella legge. Quella legge se ne sta semplicemente andando. Se andremo ancora oltre nel perdere la nostra legge allora l’uomo bianco ci potrebbe chiedere: “Dov’è la vostra cultura? … Niente, siete persi, tutta cattiva fortuna per voi”. Ma la gente del tuo film è venuta qui per rivalutare quella legge per noi, per mostrare come venivano usate, molto tempo fa, quelle nostre leggi. Così l’uomo bianco può vedere, chiunque può vedere, che abbiamo quella legge”. Cosa significa il film… Parla Bunungurr “Quando recito là, nella laguna nelle canoe, mi sento pieno di vita. Gli Spiriti sono intorno a me, gli antenati sono con me, e lo sento. Là fuori ero dentro da solo, e stavo piangendo. Dissi a me stesso, perché, essendo io come la mia gente molto tempo fa? E pensavo a tanto tempo fa e ora sento. Tutto, come i miei capelli, sto per essere come la mia gente e dissi “Yeah!” Perché ricordo… perché gli spiriti dei miei antenati sono accanto a me e mi stanno dando più sapere. E questo non accadde mai prima… Ed è per questo che mentre lavoravamo nessuno di noi è stato morso da un coccodrillo, perché lo spirito degli antenati era con noi”. Cosa significa il film… Parla Dawu “La gente Aborigena stava dimenticando la cultura (tradizionale), perché ogni volta che rimaniamo in città, (ci abituiamo allo) zucchero, pane, aria condizionata, luce, (e di conseguenza) noi dimentichiamo. Noi dimentichiamo, a lungo. Noi tutti, bambini, crescendo, facevamo le cose sbagliate. La mia memoria se ne era andata, me ne era rimasta solo la metà, la piena memoria se ne era andata lontano, riposa in pace… bevi kava (droga narcotica introdotta dai missionari Cristiani), ganja (cannabis indica), grog (birra)… troppo dura per me. “Dammi la mia energia!” Dieci Canoe ha fatto questo, ridarmi la mia memoria e la mia energia. Voi mi avete svegliato. Rolf, ci porti la memoria. Abbiamo la cultura (tradizionale) perché abbiamo la memoria… che storia, fratello”… Che cosa significa il film… Parla Djullbing “E’ il mio destino fare questo, così in tutto il mondo possono vedere come i miei antichi antenati siano stati così tempo fa. Dietro alle foto in bianco e nero (utilizzate per ricostruire le scene in b/n) c’è la grande storia, e i bambini di Ramingining non avevano mai udito quella storia. Ridevano soltanto alle buffe foto, che non è rispettoso. Se si fanno burla di me gli faccio sbattere le teste insieme. Questo film è per il futuro dei bambini, così quando crescono vedono, perché non sono sufficienti coloro che fra gli anziani stanno cercando di insegnare ai bambini più giovani… Questo non è solo per me… Sto facendo questo per i miei nipoti e per la prossima generazione. Così che possano imparare cosa c’è in questo film, questa pellicola farà loro ricordare dei nostri antichi antenati”. Cosa significa il film… Parla David Gulpilil “Mi
scendevano le lacrime, ho pianto vedendo quel film, tanto è un
buon film. Sono orgoglioso della mia gente che è in quel film,
recitare è bellissimo, semplicemente perfetto, tutto, sono tutti
semplicemente grandi. Li terrà nel cuore, la gente che li vedrà… Altri film e studi relativi agli Aborigeni d’Australia utili per effettuare ricerche sulla tematica: Rabbit Proof
Fence
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