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Mandawuy Yunupingu su Aboriginalità e Cultura Riconciliarsi con Aboriginalità a Cultura
Introduzione in Yolngu Matha Parlo in
qualità di rappresentante della mia comunità, gli Yolngu
del nord-est Arnhem Land. La mia tribù è la gente Gumatj,
una delle sedici della società Yolngu. Il mio nome è Mandawuy
Djarrtjuntjun Yunupingu. Mi è
stato chiesto oggi di rivolgere la parola al soggetto della riconciliazione
con Aboriginalità e Cultura. In un primo momento avevo letto “Aboriginalità
e Cucina”, ed ho pensato che Pauline Hanson stesse organizzando
l’ordine del giorno… Nella mia introduzione, parlata nella lingua di mio padre, ho parlato della mia particolare legge e delle basi della nostra filosofia. Come il nome della mia band, il sistema di relazioni praticato dagli Yolngu è Yothu Yindi. Yothu Yindi significa figlio e madre. E’ il sistema culturale della nostra gente, la sorgente dalla quale traiamo il nostro potere come società. Nel bush (entroterra boschivo) condividiamo con altri clan il sapere segreto che stabilisce il nostro titolo territoriale. Questo mantiene in vita la complessa relazione che condividiamo e ci unisce. La nostra Aboriginalità è espressa dal fatto che pratichiamo questo sistema di vita sociale e spirituale tramite l’arte della musica, danza e pittura. Questo sapere è stato tramandato di generazione in generazione tramite cerimonia e storia e arte. E’ la legge che abbiamo vissuto sin dall’inizio dei tempi. E tramite questo processo la nostra identità è di totale unità con madre terra. Questa complessa attività cerimoniale, che spesso continua per diverse settimane ad ogni cerimonia, viene praticata da migliaia di persone nel bush, in base a quanto necessita di giorno in giorno. Queste cerimonie vengono generalmente praticate in segreto, fuori dalla vista pubblica, in lingue che pochi di coloro che condividono la nostra terra hanno avuto opportunità di imparare ed esplorare. E’ solo negli ultimi anni che il libro di testo apprezzamento della cultura Aborigena non è stato scritto in tempo passato. Che i lavori d’arte delle nostre culture non sono semplicemente stati relegati a tovagliette e sottobicchieri. Che la nostra musica, danza, dipinti e sculture sono state accolte nell’arena internazionale. Tramite la decisione relativa a Mabo e Wik (land claim grazie al quale è stato riconosciuto nel 1992 il diritto dei nativi sulla loro terra di origine) il sistema Balanda (dei bianchi) ha finalmente riconosciuto la legge Aborigena che è sempre stata così forte. E’ un tempo di grande importanza, con due sistemi legali legittimi apparentemente in disaccordo sul titolo territoriale ed altri soggetti coperti dalla nostra legge tradizionale. E’ tempo per la nostra nazione di guardare nel suo passato e scrivere l’agenda per il futuro. Da parte nostra, tramite il processo di conciliazione Yolngu, crediamo che sia ora tempo di perdonare – ma mai di dimenticare – i comportamenti scorretti dei Balanda (bianchi) dai tempi della colonizzazione. Cosa che ci conduce verso la via della riconciliazione e verso il costruire ponti fra le due culture che condividono questa terra. Noi crediamo che la conciliazione sia raggiungibile solo tramite riconoscimento e celebrazione delle differenze culturali fondamentali che coesistono in questa nazione. Il segreto è nell’integrazione, non assimilazione. Il problema di fronte al quale ci troviamo oggi è ancora il gioco di potere giocato dalla cultura dominante. Esso prende la forma del razzismo costituzionalizzato, ancora praticato nei campi dello sport, educazione, salute, media, giustizia ecc. ecc. Pur riconoscendo
che alcune irruzioni sono state fatte in anni recenti tramite queste attività
interculturali quali sport e musica e relativi campi nei quali gli Aborigeni
stanno guadagnando riconoscimenti per i loro sforzi, c’è
ancora molto da fare. Certamente, alcune persistenti asserzioni di razzismo
nel campo dello sport stanno disturbando, e così fa piacere vedere
organizzazioni come l’Australian Football League intraprendere campagne
di sensibilizzazione dei loro giocatori. Almeno è un inizio. Noi riconosciamo che l’equilibrio verrà trovato nel contesto di uno stile di vita Aborigeno Australiano, nel quale il nostro stile di vita tradizionale viene mantenuto nel contemporaneo stile di vita Australiano. Questi sono processi nei quali siamo coinvolti come individui e comunità collettive in tutta l’Australia. Come Aborigeni Australiani siamo fieri del nostro passato – e ne traiamo dignità. Abbiamo mostrato il nostro desiderio di condividere gli aspetti più pubblici della nostra cultura tramite le sviluppo di cose come le imprese eco-turistiche, utilizzando le nostre abilità e conoscenze per espandere le nostre basi economiche. La gente Aborigena non dovrebbe essere nella branca socio-economica più bassa, dal momento che queste ricchezze sono state colte dalla nostra terra. Tramite
il Native Title abbiamo ora il potere di negoziare con gli interessi assegnati.
Questo ci offre l’opportunità di raccogliere i benefici delle
risorse minerarie ed altri usi della terra, così che possiamo sviluppare
le nostre stesse basi economiche, permettendoci di contribuire all’ampia
comunità a nostro modo. Per esempio, negoziazioni relative al Native
Title hanno permesso lo sfruttamento dello zinco nei depositi Century
Zinc in Queensland per il beneficio di tutti. Riconosciamo insieme come nazione che la cultura Aborigena è stata sotto attacco negli ultimi 209 anni. Che il ten-points plan del Primo Ministro è l’ennesimo esempio di quell’erosione dei nostri diritti di base. I nostri leader neri (Aborigeni) stanno combattendo duramente per noi nell’arena politica. Questa gente si identifica come combattenti per i diritti umani di base. E’ tramite la loro comprensione della legge tradizionale che essi possono trovare paralleli con la legge introdotta dall’Ovest, affrettando un maggiore scopo per la coesistenza. La loro lotta è per stabilizzare la nazione, per portare pace e armonia nella nostra terra natìa. Nonostante gran parte della retorica del ben-sentire che abbiamo udito sin dal 1988 – parli di trattati e consolidazioni - le percezioni complessive, e le condizioni di vita degli Aborigeni, sono cambiate poco. I problemi relativi alla campo della salute sono ancora cronici, lo standard di educazione povero, le condizioni di vita spesso atroci. Fino a che non ci sarà un genuino movimento verso una migliore comprensione della gente Aborigena e la loro unica cultura, non ci sposteremo in avanti. Coloro che sono nei corridoi del potere – in parlamento, corporazioni o scuole – hanno bisogno di riconoscere la cultura Aborigena e di accettarla come elemento intrinseco della nostra identità nazionale. Ed hanno bisogno anche di riconoscere le aspirazioni della gente Aborigena. Nel Northern Territory, più di novanta comunità Aborigene sono classificate come Dry. E cioè, la gente di queste comunità ha votato per bandire gli alcolici dal loro ambiente. In molti casi sono state le donne di queste comunità che hanno combattuto per il bando in modo da poter dare ai bambini un migliore inizio nella vita. Il Capo Ministro del Northern Territory Shane Stone, in uno sforzo per fermare il flusso stagionale verso la città, vuole ora rovinare questa buona volontà della gente imponendo una osteria in ogni comunità. Mentre si contemplano simili misure, il nostro futuro appare nero. Il cambiamento di attitudine su come ci poniamo gli uni nei confronti degli altri può essere ottenuto a livello nazionale tramite l’educazione in studi Aborigeni ed esposizione della nostra cultura a livello scolastico, ovvero nella primaria, secondaria e terziaria educazione. Gli Australiani possono coronare il sogno di vivere in una società multiculturale veramente grande e giusta. Dal momento che giro il paese, ed il mondo, con gli Yothu Yindi, riconosco che la gente nelle città vuole esplorare la nostra cultura Yolngu. In risposta a questo la mia comunità sta sviluppando una istituzione culturale in congiunzione con altre istituzioni terziarie nazionali. Yothu Yindi ed il Northern Land Council stanno attualmente cercando di mettere insieme un tour nazionale di giovani che rappresenti contenuti Aborigeni come nostro contributo al processo di riconciliazione. Vediamo in questo l’opportunità di far arrivare la verità alla prossima generazione di Australiani. Alcune persone arrivarono qui come prigionieri deportati, altri come rifugiati, altri per sfruttare le bellissime risorse di questo continente. Molti dei nostri amici sono cresciuti qui. Ma in quel processo molti di noi furono spodestati della loro terra. In molte parti del paese fummo sconfitti, i nostri dialetti tribali sono andati perduti, la nostra cultura compromessa. Ma anche gli spodestati si fanno onore del loro passato. Oggi accogliamo stranieri che vengono a vivere qui, nella fiducia che riconoscano e rispettino la cultura indigena di questo paese. Questa gente dà il proprio contributo all’economia nazionale ed offre molto dei frutti di molte culture, per i quali siamo tutti i più ricchi. Nel 2000
l’attenzione del mondo sarà, per una volta, focalizzata sull’Australia
(giochi olimpici). Molto è stato fatto per proporre una campagna
volta ad attirare l’attenzione internazionale sullo stato della
gente indigena d’Australia. I politici, consci delle ramificazioni
di queste disperate condizioni, hanno obiettato dicendo che dovremmo tenere
i nostri affari interni in casa nostra. Va bene, facciamolo, ma facciamolo
attivamente. Come nazione abbiamo ora il bisogno di risolvere i problemi
che affliggono i diritti umani di base della nostra gente. Ed allora
perseguiamo il corso della riconciliazione nelle strade e nei campi di
gioco. Iniziamo dal nostro stesso vicinato e ramifichiamoci, in modo che
si possa almeno condividere nel benessere della nostra gente e del nostro
sistema di vita multiculturale. Tratto da: www.yothuyindi.com * * * Torna a Waawi Home Torna a Documenti
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