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Swami Premanada é uno dei rari grandi Maesti Spirituali di questa epoca oscura. E' stato incarcerato con false accuse per motivi politici: essendo un Tamil che viveva in India, ed essendo molto amato, le autorità locali temevano che fomentasse dissidi. Ma il suo unico grande desiderio è invece che questa umanità acceda al risveglio spirituale. Quella che segue è una delle tante testimonianze che lo riguardano.
Il
mio turno Swami Premananda: “Non possono imprigionare la mia Divinità”
“Swami, sei anche tu onnipresente, come altri santi che vivono oggigiorno?”
L’ultimo esempio che ho udito sull’onnipresenza di Swami Premananda mi fu riferito da una persona del Sud della Francia che mi aveva telefonato chiedendo informazioni sull’India e Swami Premananda. Abbiamo avuto una lunga conversazione sull’India, Arunachala, vari maestri, sull’Ashram di Premananda, insegnamenti spirituali e così via. Siccome mi chiese delle pratiche spirituali che si tengono là, gli spiegai che Swami Premananda non cerca di forzare le persone a nessun credo Indiano ma piuttosto le aiuta a proseguire nella loro via. Come per fortuna, questa informazione giunse al momento giusto, perché questa persona aveva seguito pratiche Taoiste durante gli ultimi dieci anni. Mi ringraziò e ci congedammo. Due giorni dopo mi richiamò per raccontarmi la meravigliosa esperienza che aveva avuto dopo la nostra conversazione, durante la sua pratica di meditazione. Si era sentito completamente sopraffatto dalla gioia infinita, che continuò anche quando era nel supermercato e ovunque era andato. Non aveva mai avuto una simile sensazione prima di allora. Potevo sentire la gioia nella sua voce. “Pensi che sia Preamananda?” mi chiese. E risposi solo: “Premananda significa amore e gioia infinita” e gli diedi l’indirizzo che voleva per scrivere a Swami. Qualche tempo dopo richiamò. Voleva condividere con me un bellissimo evento. Mi disse che dopo due giorni che aveva scritto la sua lettera a Swami il dolore che aveva fra le sue costole, del quale aveva sofferto per quindici anni e che nessuno era riuscito a curare, bene, quel dolore era completamente scomparso! Gli chiesi se aveva menzionato il suo dolore nella lettera a Swami. Non l’aveva nemmeno menzionato. Swami è presente, ovunque. E’ una totale illusione il mio credere che sia in carcere. Solo il corpo è in carcere. Egli dice: “Non possono imprigionare la mia Divinità”.
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