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Le culture antiche insegnano che il mondo materiale non è l’unico mondo, ma esistono altre dimensioni, popolate ed invisibili ai nostri occhi. A questo proposito Paramahansa Yogananda, un grande Yogi Indù, nel suo bellissimo libro “Autobiografia di uno yogi” (ed. Astrolabio – Ubaldini Editore, Roma) spiega nei dettagli la costituzione del cosmo materiale, astrale e causale e dei mondi e degli esseri che le popolano. In accondo con la cultura Indù, egli narra che lo scopo dell'esistenza dell'essere umano è di evolversi superando, gli attaccamenti e i desideri. E' questo un processo di liberazione che avviene nel corso di molte vite, al culmine delle quali l'anima diviene "l'ineffabile Sempre Esistente", fondendosi con "l'Oceano Cosmico Unico". I seguenti brani sono stati tratti dal capitolo: “La resurrezione di Sri Yukteswar” pag. 376 e seguenti. “Krishna Signore!” La forma gloriosa dell’avatar (incarnazione divina) apparve in un tremolante sfolgorio, mentre sedevo nella mia stanza al Regent Hotel di Bombay. Sospesa sopra il tetto di un grande edificio che mi stava di fronte, l’ineffabile visione era sorta un tratto dinnanzi a me, mentre guardavo fuori dalla finestra aperta del terzo piano. La figura divina mi fece un cenno di saluto, sorridendo e chinando il capo. Quando vide che non potevo comprendere con precisione il suo messaggio, il Signore Krishna se ne andò con un gesto di benedizione, lasciandomi in una stato di meravigliosa elevazione interiore; sentii che si preannunziava un evento spirituale. … Seduto sul mio letto nell’albergo a Bombay, alle tre del pomeriggio del 19 giugno 1936, una settimana dopo la visione di Sri Krishna, fui strappato alla mia meditazione dall’apparire di una luce divina. Dinnanzi ai miei occhi aperti e stupiti tutta la stanza si era trasformata in un modo strano, e la luce del sole in un supremo splendore. Ondate di rapimento mi sommersero quando vidi dinnanzi a me, in carne ed ossa, la figura di Sri Yukteswar! “Figlio mio!” Il Maestro parlava con tenerezza ed il suo volto era soffuso da un sorriso da incantare gli angeli. … “Ma
siete proprio voi, Maestro, proprio il Leone di Dio? Avete ancora un corpo
come quello che seppellii sotto le crudeli sabbie di Puri?”. “Come i profeti vengono inviati sulla terra per aiutare gli uomini a liberarsi del loro karma nel mondo fisico, così io fui mandato da Dio a servire su un pianeta strale come salvatore”, spiegò Sri Yukteswar. "Questo pianeta si chiama Hiranyaloka, o “Illuminato Pianeta Astrale". Là aiuto gli esseri progrediti a liberarsi del loro karma astrale e a giungere così alla liberazione da nuove rinascite astrali. Coloro che vivono sull’Hiranyaloka sono altamente sviluppati spiritualmente; tutti, nella loro ultima incarnazione terrena, avevano già acquisito il potere che si ottiene attraverso la meditazione, di abbandonare coscientemente il corpo fisico al momento della morte. Nessuno può entrare nell’Hiranyaloka se non ha conseguito, oltre lo stato del sabikalpa samadhi, anche il più alto stato del nirbikalpa samadhi. (NOTA: Nel sabikalpa samadhi il devoto raggiunge, durante la meditazione e nell’immobilità dell’estasi, la coscienza temporanea della propria unità con lo Spirito. Con la continua meditazione, raggiunge poi lo stato superiore del nirbikalpa samadhi, dove liberamente si muove nel mondo e compie tutti i suoi doveri senza perdere la percezione di Dio. Nel nirbikalpa samadhi lo yogi dissolve le ultime vestigia del suo karma terrestre. Egli ha però ancora del karma astrale e causale da eliminare, per cui deve ancora rivestirsi di corpi astrali e poi causali in sfere vibratorie altissime). “Coloro che abitano l’Hiranyaloka hanno già attraversato le comuni sfere astrali, dove quasi tutti gli esseri della terra devono andare al momento della morte. Là essi hanno bruciato molti semi del loro karma accumulato nel cosmo astrale. Solo gli spiriti progrediti possono compiere efficacemente tale opera di redenzione nei mondi astrali. Allora per liberarsi di ogni traccia di irredento karma astrale, questi esseri superiori furono condotti dalla legge cosmica a rinascere con nuovi corpi astrali sull’Hiranyaloka, il sole astrale o cielo, dove io sono risorto per aiutarli. Là si trovano pure esseri perfetti venuti da un mondo superiore, cioè quello causale, allo scopo di imparare certe lezioni”. ( NOTA: Possono giungere a Hiranyaloka perchè provano il desiderio di progredire. La maggiora parte delle anime, affascinata dalla bellezza e dalle gioie del mondo astrale, non sente alcune necessità di fare uno strenuo sforzo per progredire). La mia mente era ormai in sintonia così perfetta con quella del mio Guru, che agli mi comunicava tutto ciò in parte con parole in parte con la trasmissione del pensiero. Perciò accoglievo rapidamente i suoi schemi di idee. Il Maestro proseguì: “Hai letto nelle scritture che Dio racchiuse l’anima umana successivamente in tre corpi: il corpo-idea, o corpo causale; il sottile corpo astrale sede dalla natura mentale e emotiva dell’uomo; e lo spesso corpo fisico. Sulla terra, l’uomo è munito suoi sensi fisici. Un essere astrale opera con la coscienza e i sentimenti e con un corpo fatto di vitatroni (prana - energia sottile, intrinsecamente intelligente). Un essere dotato del solo corpo causale rimane nel mirabile regno delle idee. Il mio compito si svolge presso quegli esseri astrali che si preparano ad entrare, o a rientrare, nel mondo causale”. “Adorabile Maestro, ditemi ancora qualcosa sul cosmo astrale”. … “Vi
sono molte sfere astrali piene di tali esseri”, ricominciò
a dire il Maestro. I loro abitanti usano veicoli astrali, o masse di luce,
per viaggiare da un pianeta all’altro più velocemente dell’elettricità
e delle energie radioattive. “L’universo
astrale comune – non il più etereo cielo astrale di Hiranyaloka
– è popolato da milioni di esseri astrali che vi sono giunti
dalla terra in periodi più o meno recenti, e anche da miriadi di
fate, sirene, pesci, animali, folletti e gnomi, semidei e fantasmi: tutti
risiedono in pianeti astrali diversi secondo le loro qualifiche karmiche.
Differenti zone sferiche o regioni vibratorie sono pronte per ricevere
gli aprii buoni e cattivi. I buoni possono spostarsi liberamente, ma gli
spiriti cattivi sono confinati in zone limitate. ... “Nei
vasti reami al di là dell’oscure regione astrale tutto è
bello e luminoso. Il cosmo astrale è più naturalmente intonato
alla volontà e al piano di perfezione divini che non la terra.
… “Ma gli abitanti di tutte le parti del cosmo astrale sono ancora soggetti alla sofferenze mentali. Le menti sensibili degli esseri superiori, sui pianeti come l’Hiranyaloka, provano un’acutissima pena se vedono compiere errori nella condotta o nella percezione della verità Questi esseri superiori si sforzano di adeguare ogni loro atto e pensiero alla perfezione della legge spirituale. “Le comunicazioni fra gli abitanti di tutti i mondi astrali si attuano unicamente mediante telepatia e la “televisione astrale”. Le confusioni e i malintesi causati sulla terra dalla parola, enunciata o scritta, sono sconosciuti nei regni astrali. "… Si possono concepire gli abitanti dei mondi astrali quali persone la cui essenza è luce, e che camminano e lavorano quali esseri intelligentemente guidati e coordinati, senza che la loro animazione dipenda dall’ossigeno. L’uomo ha bisogno, per il suo sostentamento, dei corpi solidi, liquidi e gassosi e dell’energia vitale dell’aria; ma gli esseri astrali si alimentano principalmente di luce cosmica. … “Maestro mio, gli esseri astrali mangiano?”… “Luminosi ortaggi di natura radiante abbondano nei terreni astrali”, egli mi rispose. “Gli esseri astrali mangiano verdure e devono un nettare che sgorga da gloriose fontane di luce e da ruscelli e fiumi astrali. … Gli invisibili modelli astrali di ortaggi, frutta e piante creati da Dio e fluttuanti nell’etere, vengono precipitati sui pianeti astrali dalla volontà dei suoi abitanti. Allo stesso modo, dalle casuali fantasie degli esseri astrali nascono immensi giardini di fiori fragranti, per essere poi restituiti alla loro eterea invisibilità. “Benché gli abitanti dei pianeti celesti come l’Hiranyaloka siano pressoché liberi dalla necessità di prendere cibo, ancora più libera e incondizionata è l’esistenza degli esseri quasi perfetti del mondo causale, che non si nutrono che della manna dell’estasi. “Finché l’anima dell’uomo è racchiusa in uno, due, o tre gusci corporei saldamente suggellati dai tappi dell’ignoranza e del desiderio, essa non può fondersi nel mare dello Spirito. Quando il grossolano ricettacolo fisico è reciso dalla falce della morte, gli altri due involucri (astrale e causale) rimangono ad impedire all’anima di ricongiungersi consciamente alla Vita Onnipresente. Quando, attraverso la saggezza, si raggiunge l’annullamento dei desideri, il potere della saggezza disintegra i due involucri restanti. Allora la minuscola anima umana ne emerge finalmente libera, e diviene tutt’uno con l’incommensurabile ampiezza. … Chiesi al mio Guru divino di illuminarmi ancora sull’alto e misterioso mondo causale. “La sfera causale è indescrivibilmente sottile” egli rispose. “Per comprenderla si dovrebbero possedere tali tremendi poteri di concentrazione da riuscire a visualizzare, chiudendo gli occhi, il cosmo astrale e il cosmo fisico in tutta le loro immensità: il pallone luminoso con il solido paniere, come esistenti solamente in idea. Se, mediante questa sovrumana concentrazione, si riuscisse a convertire o a risolvere in pure idee i due cosmi con tutte le loro complessità, allora l’essere raggiungerebbe i mondo causale e si troverebbe sul limite della fusione fra mente e materia. Qui si percepiscono tutte le cose create: solidi, liquidi, gas, elettricità, energia e tutti gli esseri: divinità, uomini, animali, piante, batteri, quali forme di coscienza, così come un uomo può chiudere gli occhi ed essere conscio di esistere, anche se il suo corpo è invisibile al suo occhio fisico e gli è solamente presente come idea. “Tutto ciò che un essere umano può fare nella fantasia, un essere causale può attuarlo nella realtà. La più grande e fantasiosa intelligenza umana è solo mentalmente capace di andare col pensiero da un estremo all’altro, di balzare da pianeta a pianeta, o di precipitare senza fine in un abisso di eternità, di lanciarsi come un razzo verso la volta celeste o di scintillare come una meteora fra le galassie e gli spazi siderali. “Ma gli esseri del mondo causale hanno una libertà di azione assai maggiore e possono senza sforzo proiettare i loro pensieri oggettivandoli immediatamente, senza nessun ostacolo materiale o astrale o limitazione karmica. “Gli
esseri astrali realizzano che il cosmo fisico non è primariamente
costituito di elettroni, né il cosmo astrale è formato basilarmente
di vitatroni (prana); entrambi sono in realtà creati da minute
particelle del pensiero di Dio, spaccate e divise da Maya, la legge di
relatività che in apparenza interviene a separare il Fenomeno dal
Noumeno, la Creazione dal suo Creatore. “Sia la morte che la rinascita nel mondo causale avvengono nel pensiero. Gli esseri del corpo causale si nutrono solo dell’ambrosia di una conoscenza eternamente nuova, si dissetano a sorgenti di pace, vagabondano per le terre vergini delle divine percezioni, nuotano nell’oceanica infinità dell’estasi. "… Molti esseri rimangono per migliaia d’anni nel cosmo causale. Attraverso estasi più profonde, l’anima si libera e si ritira allora dal tenue corpo causale per rivestirsi della vastità del cosmo causale. Tutti i singoli turbini d’idee, le separate onde di potere, di amore, di volontà, gioia, pace, intuizione, calma, autocontrollo e concentrazione si fondono nell’inesauribile Mare dell’Estasi. L’anima non è più costretta a percepire la sua gioia quale onda individualizzata di coscienza, ma è fusa con l’Oceano Cosmico Unico con tutte le sue onde: riso eterno, brividi, palpiti eterni, la varietà nell’Unità da tanto tempo agognata. “Quando un’anima è uscita dal bozzolo dei tre involucri corporei, si sottrae per sempre alle legge della relatività e diviene l’ineffabile Sempre Esistente. “Un’anima libera!” Balbettai con riverente rispetto... “L’uomo deve passare per innumerevoli incarnazioni terrene, astrali e causali per emergere dai suoi tre corpi. Quando ha finalmente raggiunto la sua libertà finale, egli può scegliere di ritornare sulla terra come profeta per ricondurre a Dio altri esseri umani, oppure, come ho fatto io, di risiedere nel cosmo astrale. Ivi un salvatore prende su di sé parte del peso karmico dei suoi abitanti, e in tal modo li aiuta a terminare i loro cicli di reincarnazioni nel cosmo astrale e ad avviarsi per sempre verso le sfere causali. Oppure, un’anima liberata può entrare nel mondo causale per aiutare quegli esseri ad abbreviare il loro periodo di permanenza nel corpo causale e giungere così alla libertà assoluta..." |
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